Dopo Calenda, l’uomo giusto al posto giusto (a Bruxelles)

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Matteo Renzi deve aver deciso che fosse sprecato tenere a Bruxelles uno dei dei suoi uomini migliori. Che succede ora?

Carlo Calenda fa le valigie e torna a Roma a fare il Ministro dello Sviluppo Economico: Matteo deve aver deciso che tenere a Bruxelles uno dei dei suoi uomini migliori fosse sprecato. L’avvicendamento però ha un costo. “Veni, non vici, tornai” ha scritto Rynan Heath a Bruxelles sull’autorevole Politico, aggiungendo: “Si capiscono finalmente i frequenti viaggi di Calenda a Roma”, accostandolo dunque a quei politici italiani – il cui capostipite fu Franco Maria Malfatti – rientrati di corsa in Italia appena si fosse liberato un posto.

Come si ricorderà, la nomina di Carlo Calenda a Rappresentante Permanente presso la UE non era stata indolore, né a Roma né a Bruxelles, e questo fa del problema della successione una questione complicata. Nominando un “civile” alla testa della Perm. Rep. UE, Renzi era riuscito dove prima di lui avevano fallito illustri predecessori: da Fanfani a Craxi a Berlusconi. La Farnesina aveva giocato male la partita, illudendosi che le consuete tattiche – resistenza passiva e gioco delle tre carte – bastassero a fermarlo. Ne è rimasta scottata, portando in ultima istanza alle dimissioni dell’allora Segretario Generale della Farnesina, Michele Valensize. Si presume che abbiano imparato la lezione e che a questo giro siano determinati a riprendersi il giocattolo tolto.

Un marcia indietro con la nomina del “solito diplomatico” verrebbe dunque letta come segno di debolezza. Del resto è impensabile che venga scelto uno di quelli che al tempo avevano fatto melina, portando alla nomina di Calenda: si dice che tra essi vi sia Claudio Bisognero – allora a Washington, oggi alla Nato – e Cesare Ragaglini, a Mosca. Non che non ci siano ottimi candidati, ma sono per lo più in posti strategici da dove non possono essere mossi, almeno per il momento. Sebastiano Cardi è alla testa della Rappresentanza alle Nazioni Unite ed è inverosimile che vada via proprio adesso che siamo al punto decisivo della campagna per l’elezione nel Consiglio di Sicurezza. Lo stesso dicasi per Luca Giansanti, ottimo Direttore Politico, e per Elisabetta Belloni, neo Segretario Generale. Maurizio Massari è fino al collo nella questione Giulio Regeni e Quito Terracciano si mormora che punti a New York, quando verrà liberata da Cardi. Giampiero Massolo? Avrebbe tutte le qualità, ma la denefestrazione dal DIS suggerisce che non sia esattamente nelle grazie del Premier.

La Perm.Rep. UE è poi un posto tanto prestigioso quanto impegnativo: on duty 24/7 e con una mancanza cronica di staff, specie rispetto agli altri paesi grandi. Dopo la riforma, l’appannaggio economico è ormai relativamente ridotto e anche la Residenza ufficiale non è proprio un granchè. Senza menzionare che chiunque andrà lì, avrà sul collo il fiato del Premier, chiedere al povero Stefano Sannino. Insomma, un rebus complicato. Ma una soluzione ideale – tale da permettere al Premier di vincere la partita, offrendo nel contempo un ramoscello di ulivo alla Farnesina, ci sarebbe. Renzi parla spesso della necessità di fare “Sistema Paese” a tutti i livelli e di razionalizzare le risorse. Che senso ha avere ben tre Ambasciate a Bruxelles? Molti paesi UE – tra cui Germania, Polonia, Regno Unito, Malta, Lituania, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lussemburgo e Olanda – hanno infatti assorbito l’Ambasciata bilaterale sotto la ben più importante Perm.Rep., generalmente nominando un consigliere a fare le funzioni di rappresentante presso il Belgio.

Una lettera del Ragioniere Generale del Ministero delle Finanze del luglio 2013 chiedeva alla Farnesina la riunificazione delle strutture amministrative delle tre missioni presenti in città. E sono molti, a Bruxelles, a notare che l’Italia chiede flessibilità, ma poi spende inutilmente proprio nella capitale europea. Non a caso, sono stati proprio i paesi finanziariamente “falchi” tra i primi a razionalizzare la loro presenza a Bruxelles. L’Italia ancora resiste, mantenendo triplici Ambasciatori e strutture amministrative nonchè quattro, addirittura cinque in certi periodi, Residenze ufficiali – la maggior parte della quali a (caro) affitto.

Riunificando la Bilaterale e la PermRep si risparmierebbero risorse, finanziarie e umane: un affitto in meno per la residenza ufficiale, amministrazione unica – ovviamente anche i consolati e l’Istituto Italiano di Cultura andrebbero tutti sotto la Rappresentanza. Liberando gli uffici dei Rue Emile Claus si avrebbero nuovi spazi, che eviterebbero di affittarne altri fuori, come per esempio fatto durante la Presidenza UE. L’ala bilateralista della Farnesina (per tacer dei sindacati) si è sempre opposta a questa riunificazione – che per altro è stata fatta a Parigi con l’UNESCO e Ginevra con le Nazioni Unite – ma in questo caso, il MAE otterebbe in cambio di riprendere la testa della Rappresentanza: sarebbe un win-win per tutti.

La fortunatissima coincidenza è infatti che l’attuale Ambasciatore presso il Regno del Belgio, Vincenzo Grassi, sia uno dei massimi esperti e negoziatori europei. Ministro Plenipotenziario da oltre 10 anni, Grassi è un multilateralista specializzato in questioni europee. È stato alla PermRep negli anni Novanta e poi, dal 2007 al 2012, come Rappresentante Permanente Aggiunto. Alla Farnesina ha lavorato alla preparazione della Conferenza Intergovernativa del 1996, è stato Capo della Task Force per la Presidenza UE 2003, Capo Ufficio alla DG Integrazione Europea e Direttore Centrale nella nuova DG Unione Europea. Per finire, è stato Capo Dipartimento per le Politiche europee sotto Enzo Moavero, uno che quanto a ritmo e capacità negoziali non dava resti a nessuno – garanzia che Grassi si saprebbe ben far valere nei corridoi comunitari, proprio come vuole il Premier. E proprio come piace a Matteo, è stato anche fuori dalla Farnesina: quando ancora si investiva nel futuro, i diplomatici migliori come lui venivano infatti mandati a studiare all’ENA e a fare il Fellow a Harvard.

Nominando Grassi e unendo così Ambasciata Bilaterale e Perm. Rep. UE, Matteo avrebbe a sua disposizione un negoziatore di eccellenza e porterebbe la sua carica innovativa direttamente nel cuore di Bruxelles; della serie: chi vuol udir, udisca. O anche: veni, vidi, cambiai, innovai.

 

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