Donnarumma, le bandiere non esistono più

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Milan's goalkeeper Gianluigi Donnarumma celebrates the victory at the end of the Italian Serie A soccer match AC Milan vs Torino FC at Giuseppe Meazza stadium in Milan, Italy, 21 August 2016.
ANSA/MATTEO BAZZI

Il portiere del Milan Gianluigi Donnarumma decide di non rinnovare il contratto, la storia d’amore con i rossoneri finisce prima di iniziare

E’ una dura realtà per i romantici del calcio, ma le bandiere non esistono più, o quasi. Ancora i tifosi di tutto il mondo hanno negli occhi la splendida e commovente festa d’addio per Francesco Totti, campione che avrebbe potuto vincere tanto se non si fosse legato a vita alla Roma, e arriva il giorno dell’addio al Milan di Gianluigi Donnarumma.

Il portiere rossonero, insieme al suo procuratore Mino Raiola, ha deciso di non rinnovare il contratto con il Milan e di inseguire ingaggi più sostanziosi. Potere dei soldi si potrebbe dire, non una sorpresa visti i precedenti con gli assistiti del procuratore italo-olandese.

Eppure quella tra Donnarumma e il Milan era una fantastica storia d’amore. Un ragazzino che a Milanello è diventato uomo, conquistando prima la maglia da titolare a 16 anni e poi le attenzioni delle più grandi squadre d’Europa. Una storia di crescita reciproca con il club rossonero pronto a ritornare protagonista insieme al suo giovane portiere, rinverdendo i fasti che in due decenni lo hanno reso il club più titolato del mondo, scettro perso negli ultimi amari anni.

Il giovane portiere di Castellammare di Stabia non è voluto crescere insieme alla sua squadra del cuore, squadra che lo ha fatto conoscere al mondo. Si è fatto irretire dalle sirene di contratti più consistenti, e in questa sua decisione probabilmente i suggerimenti di Raiola sono stati decisivi.

Da parte sua il nuovo Milan cinese aveva messo in campo un’offerta pesante, una di quelle offerte che si possono accettare. Probabilmente nel club dove giocherà, in questa o nella prossima stagione, guadagnerà di più, ma non riceverà mai l’amore che i tifosi rossoneri gli hanno dimostrato in queste due stagioni.

Sui social dal momento in cui la notizia è diventata ufficiale i tifosi rossoneri si sono scatenati, insultando il ragazzo. Gli insulti non sono mai giustificabili, nemmeno quando ci si sente traditi. Alla fine è una decisione professionale, una decisione che può far male ma da rispettare. Certo non sarà mai una bandiera, per esserlo ci vuole pazienza e pensare di meno al portafoglio. Un ragazzo di 18 anni poteva farlo, ma non ha avuto pazienza.


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