Donna trascinata dalla metro: ora c’è il quadro completo (VIDEO)

Roma
Frames delle telecamere di videosorveglianza che immortalano gli istanti in cui una donna bielorussa di 43 anni viene trascinata dalla metropolitana mercoledì sera a Roma. 
ANSA
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Ben undici video testimoniano la condotta distratta di Gianluca Tonelli, il macchinista indagato per lesioni gravi che si trovava alla guida del convoglio della metro di Roma che ha trascinato una donna per 135 metri

L’incidente che ha coinvolto Natalya Garkovic nella metropolitana a Termini è stato attentamente visionate grazie ai filmati. Non sono poche immagini ma ben undici video ad inguaiare Gianluca Tonelli, il macchinista indagato per lesioni gravi che si trovava alla guida del convoglio della metro di Roma che ha trascinato una donna per 135 metri, 110 sulla banchina della stazione e altri 25 all’interno di un tunnel. I filmati esaminati dagli inquirenti riprendono da ogni angolazioni l’incidente di cui è rimasta vittima Natalja Garkovic, 43enne bielorussa, ora ricoverata in ospedale e fortunatamente non in pericolo di vita. Ne parlano Valentina Errante e Adelaide Pierucci sul quotidiano Il Messaggero.

L’autista viene prima immortalato mentre mangia in attesa che i passeggeri salgano, quindi guarda nello specchietto retrovisore e parte senza dunque accorgersi che nel frattempo Natalja è scesa dall’ultimo vagone ed è rimasta agganciata alle due porte. Le immagini successive, catturate delle ultime telecamere della stazione Termini, e quelle della fermata Cavour, immortalerebbero ancora il macchinista in un atteggiamento marcatamente distratto.

E sono sempre i fotogrammi a spiegare perché, da quell’ultimo vagone del treno in partenza, Natalja sia scesa d’improvviso: una telefonata sul cellulare le avrebbe fatto cambiare programma all’ultimo momento, quando il segnale acustico aveva già annunciato la chiusura delle porte. La procura ha quindi sequestrato il convoglio della linea B, quella che impiega i treni più vecchi. In cabina sono state trovate soltanto delle bottigliette d’acqua. Adesso una perizia dovrà stabilire perché i sensori non abbiano funzionato, bloccando le porte

Atac sottolinea in una nota stampa: “In relazione al grave incidente che ha coinvolto una passeggera della linea B a Termini, che fin dall’alba di giovedi l’azienda, ai massimi livelli, ha iniziato a esaminare tutto il materiale disponibile utile a comprendere il terribile accaduto”.

Alle immagini si sommano le testimonianze. L’uomo che ha cercato di salvarla si chiama Fabio Tiberia, fa il vigilante e oggi in un colloquio con Lorenzo D’Albergo pubblicato da Repubblica Roma spiega l’esatta dinamica dei fatti:

«Ho sentito le urla e ho subito guardato verso il treno. Siamo preparati, i corsi di formazione per il primo soccorso sono fondamentali per il nostro lavoro. L’occhio, insomma, è allenato e ho capito subito cosa stava succedendo. Quando ho visto la signora attaccata in quel modo al vagone ho provato subito a liberarla».

Nel video le rimane in mano un indumento, forse un giacchetto. 
«Era un foulard. Era incastrato nella porte e le stringeva il collo. Ho tirato forte ed è venuto via. Credevo di averla salvata, ma la signora era attaccata anche sotto, più in basso, e il treno è partito».

Natalya aveva una borsa. 

«Sì, penso sia stata quella. Ho provato a correre dietro al treno, sventolando il foulard. Ma non c’è stato nulla da fare».

Nel filmato Natalya sembra quasi spingerla via. 
«No, quello è semplicemente un movimento dovuto all’accelerazione del treno. Comunque ho letto che la signora è in ripresa. La andrò a trovare in ospedale».

 


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