Oggi l’esordio di Boccia, dialogo sociale per le riforme

Confindustria
Assemblea-annuale-di-Confindustria

Il neopresidente di viale dell’Astronomia si porrà in continuità con Squinzi

Si chiude oggi il lungo iter per l’elezione del nuovo presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Dopo la sua designazione arrivata a fine marzo con il voto del Consiglio Generale (con uno scarto di 100 voti a 91 su Alberto Vacchi), il nuovo leader di viale dell’Astronomia farà il suo debutto nella tradizionale Assemblea annuale dell’associazione degli industriali.

—>>> LEGGI ANCHE CHI È VINCENZO BOCCIA, IL NUOVO PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA  <<<–

Nel suo primo discorso, dal palco dell’Auditorium della Musica di Roma, Boccia porrà l’accento sul rilancio della vocazione industriale del Paese. E lo farà sottolineando che solo rimettendo l’impresa al centro del sistema si potrà rafforzare una ripresa che appare ancora timida e fragile. Ad ascoltarlo, in prima fila, ci sarà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non sarà presente, invece, il premier Matteo Renzi, impegnato al G7 in Giappone.

Oltre al presidente della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e ai tre leader sindacali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, ci saranno anche altri membri del governo: sarà anche un’occasione per il primo discorso pubblico del neo ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Boccia concentrerà il suo intervento sull’aumento della produttività che, come aveva già dichiarato in una lettera al Foglio, considera “la chiave di volta per rendere le nostre imprese e il nostro paese più competitivi”. Proverà anche a rimettere al centro il ruolo delle parti sociali, soprattutto nella partita che si gioca sul tavolo della riforma dei contratti. Non a caso, in più occasioni il neopresidente di Confindustria ha già messo in evidenza che siederebbe a un tavolo con Cgil, Cisl e Uil per discutere della riforma del modello di contrattazione. La sua idea a riguardo è che, per cambiare passo, occorra uno scambio tra salario e produttività.

Quanto al ruolo che dovrà svolgere Confindustria, intervistato recentemente da Repubblica, Boccia ha sottolineato come l’associazione degli industriali debba svolgere un ruolo politico, presentando le sue proposte di politica economica nell’interesse del Paese oltreché delle imprese. “Questo è un ruolo politico – aveva sottolineato – pur mantenendo l’equidistanza dai partiti politici”.

Un passaggio sarà dedicato anche al dialogo con l’esecutivo, che dovrebbe continuare a essere costruttivo, in linea con quanto fatto dal suo predecessore, Giorgio Squinzi.

Sempre nella lettera indirizzata qualche settimana fa al Foglio, Boccia aveva infatti sottolineato come il governo, con il Jobs Act, abbia aperto la strada al superamento del mercato del lavoro rigido, mettendo in risalto come ora spetterà agli industriali completare la riforma con un assetto di relazioni industriali adeguato.

Sul tema del referendum costituzionale, Boccia non dovrebbe ancora schierare l’associazione. L’intenzione del successore di Squinzi sarebbe quella di aspettare la decisione del Consiglio generale di Confindustria per poi renderla ufficiale. Anche se nel suo manifesto programmatico, Boccia aveva definito la riforma dello Stato “la riforma delle riforme per sbloccare il Paese“.

Vedi anche

Altri articoli