Doggy Bag contro gli sprechi alimentari: dalla Francia arriva una legge

Alimentazione
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La metà del cibo che viene prodotto nel mondo, circa due miliardi di tonnellate, finisce nella spazzatura. Dalla Francia una legge per ridurre lo spreco.

Secondo Slow Food Italia, in Europa si sprecano 89 milioni di tonnellate di cibo. Lo spreco domestico maggiore pro capite si registra in Inghilterra, con 110 kg a testa, seguono Stati Uniti (109 kg), Italia (108 kg), Francia (99 kg), Germania (82 kg) e Svezia (72 kg).

Per scongiurare questo spreco dal 1° gennaio 2016 in Francia, una legge “obbliga” i ristoranti che servono fra i 150 e 200 pasti al giorno, ad offrire ai propri clienti la famosa doggy bag per portare a casa il cibo rimasto nel piatto. Raccomandare la doggy bag è uno norma inserita in una legge più estesa sui rifiuti (Loi Macron) e fortemente voluta dall’assessore Arash Derambarsh, approvata dall’Assemblea Nazionale. Si stima che in questo modo si potranno aiutare almeno 100 persone ogni giorno.

La pratica della doggy bag, molto usata negli stati Uniti, trova delle resistenze in Francia. Per questo, per invogliare i cittadini a questa buona abitudine, è stata ribattezzata “gourmet bag” con il messaggio ‘Il cibo era così buono che ho deciso di portarlo a casa!’.

In questo modo si cerca di superare la percezione negativa legata a questa usanza, superando l’impressione di tirchieria che i francesi temono di offrire nel richiedere di portare a casa i propri avanzi dal ristorante.

Ma perché si spreca così tanto? Nei paesi sviluppati i cambiamenti avvenuti nei ritmi di vita e nell’organizzazione familiare sono uno dei motivi dello spreco. Ma non solo. Persiste un’insufficiente conoscenza delle modalità di conservazione degli alimenti, un’errata interpretazione delle date di scadenza o un’organizzazione non corretta del frigorifero. Anche la grande distribuzione ha una propria parte di responsabilità: le varie pratiche commerciali, la pubblicità o altre offerte promozionali che incoraggiano gli acquisti, senza con questo corrispondere ai bisogni dei consumatori, inducono più facilmente allo spreco alimentare.

Anche in Italia si spreca moltissimo. In Italia ogni anno finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, per un valore di circa 37 miliardi di euro. Un costo di 450 euro all’anno per famiglia. Cibo che basterebbe a sfamare, secondo la Coldiretti, circa 44 milioni di persone. Secondo l’Osservatorio sugli sprechi, a livello domestico in Italia si sprecano mediamente il 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini. Per una famiglia italiana questo significa una perdita di 1.693 euro l’anno.

 

 

 

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