Disoccupazione, terrorismo, Imu, scuola, Roma: Renzi risponde ai lettori de l’Unità

Dal giornale
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La rubrica del sabato: il presidente del Consiglio e segretario del Pd risponde alle tante domande giunte dai lettori del giornale

La nostra strategia ampia contro il terrorismo

Caro Segretario, gli storici ci stanno aprendo gli occhi sull’atteggiamento degli alti comandi della prima guerra mondiale, che mandavano al massacro migliaia di fanti contro le mitragliatrici, perché applicavano vecchi schemi risalenti a quando questo micidiale strumento di morte non era ancora stato perfezionato. I francesi poi, maestri come sempre, avevano vestito i loro soldati con sgargianti divise rosse e blu, come ai tempi di Napoleone, in modo da facilitare il compito ai mitraglieri tedeschi. Oggi anche uno studente di liceo è in grado di capire che i bombardieri contro i terroristi sono del tutto inefficaci, anzi controproducenti: fatti come quelli dell’ospedale colpito per errore sono una manna per la loro propaganda, che è la loro arma più micidiale. Lo stesso studente potrebbe dirti che i terroristi vanno colpiti con la contropropaganda ed il taglio dei finanziamenti e che quindi il massimo sforzo e la maggior parte dei soldi vanno investiti in intelligence. Andar dietro la pancia degli interventisti è un grave errore, come è stato per le due guerre del secolo scorso. Non è questione di pacifismo, ma di logica elementare! Ti prego, se i generali dell’aviazione vogliono aerei, compragli aerei spia, non bombardieri!
Ezio Trentini (Val di Non – Trento)

Caro Ezio, i tuoi giudizi sono molto tranchant e non sono d’accordo su tutto ciò che scrivi e trovo che su questo argomento occorra molta prudenza. Mettiamola così. Ciò che serve oggi nella guerra al terrorismo non è una reazione immediata, di pancia, che stia sui giornali per qualche settimana, ma una strategia degna di questo nome. L’Italia ce l’ha e abbraccia una serie ampia di interventi, con al centro il Mediterraneo, come cuore dell’Europa e del mondo, «prolungamento del Lago di Tiberiade», avrebbe detto Giorgio La Pira. Ne parleremo in modo trasparente, partendo dal Parlamento che ha la insostituibile funzione costituzionale di decisione su queste delicate sfide

 

Prometto: non parlerò più dei talk show

Caro Matteo, ti stimo molto e ti ringrazio per la tua azione determinante per il cambiamento del nostro Paese. Ti prego però di moderare i tuoi modi troppo trionfalisti verso gli avversari e soprattutto ti invito a non attaccare le trasmissioni televisive. È un grave errore! Non è da te! Ricordati chi l’ha già fatto! I talk show sono già così noiosi che si condannano da soli e comunque è bene ignorarli. Ti seguo con affetto materno e ti prego di ascoltarci.
Lucia Piva
(Milano)

Grazie Lucia, prometto che non dirò più che i talk sono noiosi. E non parlerò più di Rambo alla direzione del Pd. Un abbraccio.

 

Sulla Tasi, un caso particolare (che risolveremo)

Caro Segretario, hai promesso che dal 2016 non pagheranno più la TASI e l’IMU tutti i proprietari di 1° casa. C’è una fascia di cittadini proprietari di 1° casa che viene spremuta fiscalmente. Per chi è proprietario di una sola casa e per motivi di lavoro si è dovuto trasferire altrove, cambiando residenza e pagando un affitto, è stato sempre considerato per il pagamento dell’IMU come proprietario di seconde case. Per equità e giustizia sociale si deve intervenire sulla modifica dell’abitazione principale legata alla residenza, altrimenti questa fascia di cittadini continuerà a pagare l’IMU con le aliquote di seconde case, quando in realtà è l’unica abitazione che possiedono. Per questi cittadini l’art. 53 della Costituzione non è contemplato «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività».
Antonio Maurizio Stigliano (Bologna)

Caro Antonio, stiamo studiando la soluzione tecnica proprio per evitare che accada ciò che scrivi. Proprio per questo l’operazione IMU-TASI alla fine avrà un valore vicino ai 3,8 miliardi di Euro, anziché i 3,5 originariamente preventivati. Ma stiamo provando a chiudere bene anche questa vicenda.

 

Roma, adesso non litighiamo. E sistemiamo le strade

Caro Matteo, tutti stanno dicendo la loro sul Comune di Roma. Ma il nostro Segretario cosa ci dice? E il Presidente del Consiglio?
Luisa (Roma)

Credo che al punto in cui eravamo non ci fossero più alternative. E dunque credo che Ignazio Marino abbia fatto bene a dimettersi. Adesso chi vuole bene a Roma la smetta con le polemiche e con le divisioni: ho fatto il Sindaco e so che ai cittadini interessa che si sistemino le strade e i giardini, non le liti tra correnti. Come Governo faremo tutto il possibile perché il Giubileo sia un successo. Del resto, quando abbiamo confermato Expo, nonostante tutti ci suggerissero il contrario, non ci credeva nessuno ma adesso i risultati parlano chiaro. Sono convinto che succederà lo stesso anche con il Giubileo.

 

Quel futuro da conquistare, partendo dal Mezzogiorno

Caro Presidente, mi permetto di scriverle, conscio che sia difficile ricevere attenzione alle mie parole, per il ruolo che lei riveste e gli impegni istituzionali di cui è onorato. Chi la scrive è un giovane della provincia di Napoli, laureato in Giurisprudenza alla Federico II, prima membro della Consulta Provinciale degli Studenti, poi del Collettivo Giurisprudenza, successivamente, in prima persona, fautore di iniziative sociali e culturali territoriali. Le scrivo, in primo luogo, per complimentarmi. Condivido, da laureato in giurisprudenza, l’operazione inerenti il canone Rai, l’abolizione della TASI (un po’ meno se si parla di abolire l’IMU sugli immobili classificati A8, A9), la Buona scuola, la modifica del Senato a Camera delle Regioni, il Jobs Act (lo estenderei ai dipendenti pubblici, pensi un po’), lo “Sblocca Italia”, la stessa legge elettorale non mi dispiace. Le scrivo, dal dolce all’amaro, per richiamarla. Le scrivo, perché un muratore o un carpentiere, un marmista, non possono essere considerati lavori meno usuranti di un custode notturno; sono lavori che non si possono svolgere a 65 anni. Le scrivo, perché dedichi attenzione alle istanze del territorio meridionale; non sono di quelli che crede delle politiche di elargizione dei fondi a pioggia, ma credo che si possa pensare ad un piano di tassazione agevolata quindicennale per le aziende che pongono i loro stabilimenti nel meridione, in modo da stabilizzarne l’impatto economico. Le scrivo, perché è ingiusto che io mi sia laureato in modo brillante e non riesca a trovare un’opportunità lavorativa, pur volendo spostarmi in tutta Italia; perché non è giusto che io sia disposto a lavorare anche un anno gratis, pur di imparare ed avere un’opportunità lavorativa, ma il massimo che mi offre il mio paese è il silenzio assordante di un curriculum inviato. E non sono un choosy, parlo di qualsiasi lavoro, un’opportunità, una possibilità che mi faccia credere nel domani. Presidente credo nel suo progetto politico, l’ho sostenuta politicamente e la sostengo, indirettamente, offendo un bilocale di mio padre gratuitamente come sede del Pd (fa un po’ ridere che io, disoccupato, le dica che la sostengo, me ne scuso :-) ), ma è insostenibile una disoccupazione giovanile al 40 % in un Paese dove si afferma che «I giovani sono il futuro». Grazie per il lavoro che sta svolgendo, ma ricordi: «Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni, invece che alle prossime elezioni»; non lasci che si bruci una generazione di giovani dietro il falso mito della speranza. Ringraziandola per l’attenzione concessami, qualora avrà modo di leggere le mie parole, colgo l’occasione per porgerle distinti saluti e rinnovarle la mia fiducia nel suo operare.
Pasquale (Napoli)

Bellissima lettera, Pasquale. Cercheremo di essere degni, perché persone come te meritano un’Italia più giusta e più efficiente, specie nel Mezzogiorno.

 

La forza di un Pd unito, come racconta la riforma del Senato

Caro segretario, non mi sembra un caso che dopo la pubblicazione di sondaggi che danno il PD in risalita e la fiducia nei tuoi confronti in rialzo, la parte del partito che non si rassegna all’idea di aver perso le primarie, sia tornata alla carica, in modi diversi, ma credo ispirati dall’ex leader maximo, che un mese fa aveva espresso preoccupazione (o, meglio, soddisfazione) per il ritorno del PD al 30%. Non ce la faccio più a sopportare queste pseudo battaglie che sembrano addirittura dispiacersi se le cose vanno meglio. Siamo in tanti che pur non avendoti votato alle primarie, sentono la necessità che andiate avanti sulla strada intrapresa.
Carmelo Morabito (Tivoli)

Grazie Carmelo, il sostegno di persone come te vale doppio. Ma, sondaggi o non sondaggi, faremo di tutto per tenere il Pd unito, come accaduto per la riforma del Senato.

 

Da Lampedusa in viaggio per la Svezia: l’Europa ci ha dato ragione

Caro Renzi, ciò che sta accadendo è parte di un processo che nel breve ma forse anche nel medio periodo pare irreversibile. Al di là dei numeri, le migrazioni segnano in modo indelebile gli anni ’10 del nuovo millennio e ci pongono di fronte ad un aut aut di kierkegaardiana memoria: inclusione o espulsione. È inutile che tergiversiamo. Riteniamo che i migranti non siano zombie post moderni, ma persone dotate di dignità, per cui optiamo per la scelta dell’integrazione. Essa deve avvenire attraverso l’interazione con le persone che arrivano nel nostro paese e per poter interagire l’Italia si deve dotare di un’accoglienza gestita non più come un’emergenza bensì come una pratica continua e nella gestione della quale lo Stato si esponga in prima persona investendo necessariamente risorse e uomini.
Marco G. e Luca M. (Pisa )

Cari Marco e Luca, sull’immigrazione l’Italia ha tracciato la linea. E adesso possiamo ben dire che Dublino è destinato ad essere archiviato. Non ne ha parlato quasi nessuno, ma ieri da Lampedusa sono iniziate le partenze verso altri Paesi europei. I primi sono stati 19 ragazzi eritrei che sono andati in Svezia. Alla fine l’Europa ci sta dando ragione.

 

Il Pd guida una maggioranza che fa le riforme: è proprio la volta buona

Matteo, mi sa che i gufi dovranno rosicare anche a questo giro. Le riforme al Senato vanno in porto!
Cesare G. (Frosinone)

La maggioranza che ha sostenuto le riforme – sotto la guida del Pd – ha fatto un capolavoro. Per mesi hanno detto che non c’erano i numeri e alla fine abbiamo dimostrato che era vero il contrario, superando anche diversi voti segreti. Non c’è che dire: questa Legislatura è quella buona, le riforme finalmente si fanno. E, non a caso, l’Italia sta ripartendo. È proprio la volta buona.

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