Meloni, Alemanno e quel goffo tentativo di rinnegare un passato troppo presente

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Un taglio con il passato: ecco come nel giro di pochi mesi la leader di Fratelli d’Italia ha provato a cancellare la sua alleanza con l’ex sindaco

“Alemanno non ha fatto bene il sindaco e di questo se ne sono accorti tutti i romani”, aveva detto Giorgia Meloni intervistata a ottobre da Maria Latella. E lo ha ribadito al Pantheon, ufficializzando la propria candidatura al Campidoglio: “Non ci sarà l’ombra di Alemanno, i romani sanno che non c’è nessun rapporto con Alemanno che sta fondando un nuovo movimento alternativo a FdI. Ci sarà discontinuità rispetto agli errori del passato”, ha chiarito Meloni.

E poi ha aggiunto: “Storace? Bisogna vedere quali sono i suoi compagni viaggio perché mi dicono che stia fondando un partito con Fini e Alemanno e questo per me sarebbe un problema perché voglio dare un netta distinzione con il passato”.

Oggi Alemanno non ha parlato, ma aveva ribattuto alla leader di Fratelli d’Italia dopo l’intervista su Sky Tg24 a ottobre per ricordare alla Meloni “che fino all’ultimo giorno della mia amministrazione ne ha fatto parte con numerosi esponenti di Fratelli d’Italia: un assessore con deleghe molto importanti, il presidente di Ama, l’amministratore delegato di Risorse per Roma e, fino a qualche tempo prima, anche il presidente di Atac insieme a tanti altri”.

“Aggiungo – aveva aggiunto Alemanno – che nell’elezione del 2013 la lista di Fdi col mio nome cubitale scritto nel simbolo era schierata nella mia coalizione ottenendo peraltro un buon risultato. Quindi, se ho amministrato male, lei e il suo gruppo dirigente se ne sono accorti solo il giorno dopo oppure hanno preferito continuare a occupare poltrone importanti fino all’ultimo momento”.

“Voglio precisare – si era sfogato l’ex sindaco – che si tratta di persone contro cui non viene mosso nessun addebito giudiziario, mentre io ed altri dovremo dimostrare la nostra innocenza nelle aule di tribunale. Ma dal punto di vista politico è sbagliato e ingiustificabile, e mi rivolgo anche a tutti gli altri che insieme a me hanno governato Roma, esibire verginità sparando contro tutta la nostra esperienza amministrativa di cui si è stata parte integrante”.

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