Disastro aereo, la Russia sospende i voli verso l’Egitto

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I resti dell'aereo
. (Maxim Grigoriev/Russian Ministry for Emergency Situations via AP)

Molti ancora i turisti bloccati a Sharm el-Sheik

Ancora nessuna spiegazione certa della causa del disastro aereo avvenuto lo scorso 31 ottobre nel Sinai e nel quale hanno perso la vita 224 persone. Dall’analisi della prima scatola nera dell’A321 della Metrojet, infatti, non emergono informazioni rilevanti sui motivi dell’avvenimento, secondo quanto rivela il quotidiano russo Kommersant, citando fonti “vicine alle indagini”.

Usa e Gran Bretagna, però, continuano a considerare l’attentato terroristico una delle piste valide, anche se non l’unica. Secondo il presidente americano Barack Obama e gli inquirenti britannici il disastro è stato provocato dall’esplosione di una bomba posta nella stiva dell’Airbus. “Credo che vi sia la possibilità che vi fosse una bomba a bordo e quindi prendiamo in considerazione anche questa pista”, ha dichiarato il presidente Usa parlando a una radio americana. L’Isis ha rivendicato la strage. Mosca e Il Cairo, pur non escludendo alcuna pista, hanno invitato alla cautela prima di attribuire responsabilità.

Dall’Ue arriva un invito alla cautela: “E’ troppo presto per tirare qualsiasi conclusione” ha dichiarato il portavoce della commissaria eurpea ai trasporti Violeta Bulc, sottolineando che “nessuna ipotesi è esclusa al momento”. E sulla questione sicurezza ha sottolinea come in Europa siano in vigore “regole severe” e che in ogni modo un punto sulla situazione verrà fatto durante la riunione del Comitato per la sicurezza aerea Ue prevista per il 18 novembre.

E proprio da Mosca il presidente Vladimir Putin, accogliendo la raccomandazione del servizio di sicurezza federale russo, ha ordinato di rimpatriare i cittadini russi e lo stop a tutti i voli aerei dalla Russia verso l’Egitto finché non saranno state chiarite le cause dell’incidente.

Sull’aereo, fa sapere il ministro russo delle Situazioni di emergenza, Vladimir Puchkov, stanno lavorando i “migliori” specialisti con “le attrezzature più all’avanguardia” per trovare eventuali tracce di esplosivo sui frammenti del velivolo distrutto.

Le compagnie aree britanniche stanno iniziando a riportare in patria i turisti del Regno Unito ancora bloccati a Sharm el-Sheik in seguito all’esplosione dell’Airbus. I voli di Easyjet, Monarch, Thomson e British Airways stanno partendo dall’aeroporto della località egiziana, ma i passeggeri stanno salendo a bordo solo con il bagaglio a mano, mentre gli altri bagagli saranno trasportati separatamente. Questa misura di sicurezza ha provocato, però, il caos nell’aeroporto di Sharm el-Sheikh che non è in grado di contenere più di 120 tonnellate di bagagli lasciati da turisti per essere spediti separatamente nel Regno Unito con un aereo cargo. Per questo motivo i voli, che inizialmente dovevano essere 74 in tutto, di cui 29 di compagnie britanniche, 27 russe e tre italiane, sono stati ridotti sensibilmente (quelli diretti nel Regno Unito saranno infatti solo otto). Un annuncio, quello del governo egiziano, che arriva come una doccia gelata su governo e cittadini britannici in attesa di tornare in Gran Bretagna da Sharm el-Sheik, mentre la compagnia Easyjet sta attendendo conferma sul permesso di operare un volo verso l’aeroporto di Milano Malpensa. Al momento, spiega Easyjet, “equipaggi e flotta sono pronti a decollare non appena riceveremo il permesso dalle autorità egiziane ad operare i voli di recupero per Sharm El Sheik”. La compagnia si dice “rammaricata” dal momento che “il piano di rientro comunicato ieri è stato compromesso dalle autorità egiziane. Siamo in contatto con le autorità italiane e lavorando a stretto contatto con il governo britannico per riportare a casa i nostri passeggeri al più presto possibile”.

Nel frattempo è atterrato nella notte a San Pietroburgo un nuovo volo partito dal Cairo, organizzato dal ministero delle Emergenze russo, con a bordo i resti delle vittime dello schianto. “L’aereo trasporta i resti delle vittime, gli effetti personali e i documenti ritrovati nella zona dello schianto” ha riferito il servizio stampa del dicastero russo, secondo quanto riporta Ria Novosti. Un volo precedente dello stesso tipo era atterrato sempre a San Pietroburgo lo scorso 3 novembre e sempre a San Pietroburgo si stanno svolgendo le identificazione dei corpi.

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