Disastro aereo, intelligence Usa: “E’ stata una valigia-bomba”

Terrorismo
epa05010239 People lay flowers and candles in memory of the victims of the Russian MetroJet Airbus A321 accident in Sinai, Egypt, in Pulkovo airport in St. Petersburg, Russia, 04 November 2015. An Airbus A321 plane of Russian MetroJet airline en route from Sharm-el-Sheikh in Egypt to St. Petersburg crashed in the Sinai, Egypt, on 31 October 2015, killing all 224 people on board.  EPA/ANATOLY MALTSEV

Lo Stato islamico rivendica l’attentato, ma non dice come avrebbe agito. Intanto 20 mila turisti britannici sono bloccati nei resort a Sharm el Sheik

L’esplosione di un motore avrebbe provocato il disastro areo di sabato in Sinai, quando l’Airbus russo A321 è caduto causando la morte di 224 persone. E’ questa la versione ufficiale  della commissione investigativa che si occupa del caso ma, secondo la Cnn, l’intelligence Usa ha il sospetto che il velivolo russo sia stato distrutto da un ordigno (pensano ad una valigia-bomba) piazzata dall’Isis o da un gruppo affiliato.

Un sospetto che viene avvalorato anche dalle autorità britanniche e dall’Irlanda che hanno deciso di sospendere i voli diretti sulla rotta di Sharm el Sheikh in quanto ritengono che la pista dell’atto criminale sia plausibile.  Perciò due enormi aerei da trasporto decolleranno dalla base di Brize Norton vicino Oxford per andare a Sharm el Sheik a recuperare in più voli i 20 mila cittadini britannici rimasti bloccati per il blocco dei voli.

Intanto gli stessi jihadisti dello Stato islamico sono tornati a rivendicare la responsabilità della tragedia non fornendo, però, dettagli sul presunto attentato. “Non abbiamo alcun obbligo di spiegare come è stato buttato già”, ha affermato l’Is in un comunicato. “Prendete il relitto e analizzatelo, prendete le vostre scatole nere e analizzatele, e diteci i risultati della vostra inchiesta”.

Per  sapere qualcosa in più sulla causa dell’esplosione bisognerà attendere l’analisi dei frammenti trovati sui corpi delle vittime e sui resti dell’aereo. La Russia, intanto, ha mandato in Siria un sistema missilistico per proteggere i propri aerei civili da eventuali attacchi da terra. Lo ha reso noto l’intelligence britannico.

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