Direzione il 27, dopo i ballottaggi il confronto interno

Pd
Il presidente del consiglio Matteo Renzi al termine della conferenza stampa nella sede del Partito Democratico sui risultati delle elezioni amministrative comunali, Roma, 06 giugno 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

I dem si danno appuntamento otto giorni dopo la chiusura delle urne. Tra Renzi e la minoranza si preannuncia un aspro confronto sulla gestione del partito

Matteo Renzi lo aveva preannunciato all’indomani del primo turno delle amministrative: l’analisi del voto e gli eventuali provvedimenti per intervenire laddove necessario sarebbero arrivati dopo i ballottaggi. Ed ecco allora che oggi dal Nazareno trapela la notizia che la Direzione del Partito democratico è convocata per il 27 giugno.

Sarà quella la sede nella quale la minoranza esprimerà la propria insoddisfazione per la conduzione del partito, a maggior ragione se essa sarà suffragata da un esito deludente del voto. Dal canto suo, invece, Renzi ha più volte detto che da questo appuntamento proverà a riprendere nelle proprie mani la gestione del Pd, soprattutto in quei territori in cui esso stenta ad abbandonare le vecchie dinamiche correntizie e gli scontri interni. È l’ormai noto “lanciafiamme”, che dovrebbe iniziare la propria opera dal commissariamento del partito a Napoli, dopo le tormentate primarie, il flop della candidatura Valente e il caos che ne è seguito.

Tra le cose mai annunciate ufficialmente, ma trapelate nei retroscena giornalistici, c’è anche il possibile varo di una nuova segreteria nazionale, con un carattere più politico rispetto a quella tematica attuale. Un cambio di funzione e di nomi che potrebbe consentire una gestione più operativa dal Nazareno. Molto difficilmente, però, il nuovo organismo vedrà la luce già il 27.

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