Dilettanti allo sbaraglio. La Raggi parla e l’Acea crolla in Borsa

M5S
12670521_968008276614986_698569799373873461_n

Il Pd chiede alla Consob di intervenire: superficialità o conflitto di interessi?

Cosa c’entra Virgina Raggi con il crollo in Borsa di Acea? Secondo “Il Messaggero”  le parole della candidata grillina avrebbero causato circa 71 milioni di euro di perdita in Borsa alla società.

Il quotidiano romano, con un lungo articolo in prima pagina, lega infatti le dichiarazioni della candidata sindaco del M5S sulla sua intenzione, in caso di vittoria, di cambiare il management dell’azienda municipalizzata romana di acqua ed energia, alla perdita del 4,7% del titolo Acea.

CeT8aVIWIAE7qL2Le dichiarazioni erano state rilasciate durante il programma “L’Intervista” su Sky Tg24 domenica scorsa: “Dobbiamo valutare come agire sul versante Acea – ha detto con leggerezza la Raggi – una cosa che faremo di sicuro è cambiare il management”.

Si legge nell’articolo: “I mercati hanno impiegato 48 ore per pesare quelle parole irresponsabili e inserirle tra le variabili in grado di incidere sul futuro della società, che con l’attuale management ha avviato una ristrutturazione interna ispirata ai principi di trasparenza e legalità. E il giudizio è stato impietoso, a cominciare dagli analisti di Equita, una delle principali società di intermediazione finanziaria”. Equita ha deciso quindi declassare il livello di affidabilità del titolo Acea, da “Buy” (cioè acquistabile) a “Hold” (da mettere in stand by).
La vicenda ha fatto partire all’attacco il Partito Democratico che ha lanciato su Twitter l’hashtag #RaggiAmari. 
Fra i primi ad intervenire proprio il candidato sindaco del centrosinistra, Roberto Giachetti

Dello stesso tenore anche il commissario del Pd romano Matteo Orfini

Il deputato Andrea Romano, va oltre e chiede alla Consob di intervenire: “Occorre accertare che se si sia trattato solo di disastrosa superficialità da parte della Raggi o se non vi sia qualche cosa d’altro, come un interesse diretto della Casaleggio e Associati, considerando il clamoroso conflitto d’interessi su cui si regge il partito-azienda dei Cinque Stelle. Si tratterebbe dell’ennesima conferma della totale inadeguatezza dei 5 stelle nel gestire la cosa pubblica”.

Vedi anche

Altri articoli