Nazareno ore 17: il filo non è ancora spezzato e Renzi boccia il “metodo Bubka”

Pd
renzi-bersani-3

La sinistra dem, stamattina a Unità.tv: “Ascoltiamo Renzi e poi decidiamo”

E’ senz’altro la Direzione più difficile dell’era Renzi quella che si aprirà alle 17 al Nazareno (streaming su Unità.tv), quella dove il rischio di una frattura secca fra maggioranza e minoranza è più alta. Il No preannunciato da Pier Luigi Bersani in una intervista al Corriere della Sera domenica sembra non lasciare spazio a possibili ricomposizioni.

>>> Diretta streaming Direzione nazionale Pd – Clicca qui <<<

Eppure – ancora stamattina – nella stessa sinistra dem la posizione è ancora aperta: “Ascoltiamo la relazione di Renzi e poi vediamo”, dice un esponente di primo piano della minoranza, interpellato da Unità.tv. A dimostrazione che il filo non è ancora spezzato. Anche se è un filo davvero esile.

D’altronde, il lavoro dei “mediatori” è pressante, in queste ore. Lo testimonia l’intervista di Dario Franceschini, anch’essa al Corriere: per il ministro dei Beni culturali è possibile modificare l’Italicum “anche prima del referendum”, tuttavia “realisticamente non possiamo rifare tutto. C’è spazio per correzioni significative, ma mirate”.

Impossibile sapere se Matteo Renzi nella relazione aprirà qualche spazio nuovo per una possibile mediazione. Il premier-segretario viene descritto dai giornali di oggi come fortemente indispettito per la posizione di Bersani, giudicata pregiudiziale: “Bersani ha detto sì tre volte a questa riforma, non l’ho scritta io da solo a Rignano sull’Arno, è stata due anni e quattro giorni in Parlamento”,  ha detto ieri a l’Arena di Giletti.  Oggi inoltre c’è chi scrive che la sua valutazione politica sia più secca: “Vogliono solo far cadere il governo”.

Un indizio “dialogante” è possibile scorgerlo nel discorso che stamane il premier ha svolto all’Assolombarda: “Nel dibattito politico italiano c’è il metodo Bubka”, ha spiegato Renzi il premier riferendosi al grande saltatore con l’asta ucriano Sergej Bubka. “Ogni mattina c’è qualcuno che fa a gara ad alzare l’asticella di un centimetro. Ma  siamo a un bivio di fondo: ci crediamo o no nel futuro del paese”.

Infatti non si esclude Renzi possa offrire la sua disponibilità a modificare concretamente l’Italicum: almeno questa era la sua idea, come abbiamo scritto qui alcuni giorni fa.

E nel merito interviene anche Gianni Cuperlo, considerato il più “possibilista” della sinistra, che afferma: “Vorrei un atto concreto: elezione diretta dei senatori e nuova legge elettorale che garantisca rappresentanza, collegi e un premio per la governabilità tale da non farci uscire da una Repubblica parlamentare”.

Sono ore dunque nelle quali il lavorìo per una soluzione unitaria si intensifica. Alla fine della riunione si voterà sulla relazione di Renzi: sarà il momento della verità, per tutti.

Vedi anche

Altri articoli