Dieselgate, avete comprato queste auto truccate? Parte la class action

Volkswagen
epa04954313 TDI lettering on the back of an Audi TDI 2.0 in Frankfurt am Main, Germany, 28 September 2015. Volkswagen luxury car offshoot Audi says 2.1 million of its vehicles worldwide have been equipped with software designed to cheat on exhaust emission tests.  EPA/FRANK RUMPENHORST

Lo scandalo Volkswagen e tutte le informazioni per sapere se la propria macchina è coinvolta e come farsi risarcire

Politica, economia, industria, ma anche ambiente e salute. Sono diverse i piani su cui lo scandalo Volkswagen può essere affrontato. Il primo anello debole, però, che paga direttamente la confusione e l’incertezza sull’argomento è il consumatore. Facciamo un po’ di chiarezza nel marasma delle informazioni per orientare chi ha acquistato in Italia una vettura che potrebbe essere coinvolta nella truffa. Negli Stati Uniti sono circa 13.000 le auto interessate. Sono invece 3,3 milioni i veicoli con i motori truccati, compresi quelli montati su Audi e Skoda. Le due case fanno parte del gruppo Volkswagen e rispettivamente contano 2,1 e 1, 2 milioni di automobili a testa protagoniste nello scandalo. La maggior parte dei veicoli Audi interessati sono in Europa, 577 mila solo in Germania.

Quali modelli sono coinvolti?
Sarà il ministero dei trasporti tedesco a divulgare la lista ufficiale dei modelli delle auto coinvolte nello scandalo Volkswagen sulle emissioni diesel. Secondo i test truccati sarebbero 19 le vetture equipaggiate con il motore 2.0 Tdi Euro 5, per le quali è stata bloccata la vendita in Italia, immatricolate prima del primo settembre 2015. Nell’elenco potrebbero risultare Audi: A3, A4, A5, A6, TT, Q3 e Q5; Seat: Leon, Altea e Alhambra; Skoda: Yeti, Octavia e Superb; Volkswagen: Maggiolino, Sharan, Touran, Golf, Passat e Tiguan.

Le vetture precedenti all’Euro 5 (vendute fino al 2009) e quelle omologate Euro 6 (ovvero tutte quelle commercializzate dal 1° settembre 2015 in poi) risultano in regola: Golf, Passat e Touran di ultima generazione non hanno questo problema. Non si corre comunque il rischio di rimanere inconsapevoli. Volkswagen ha già fatto sapere che i clienti in possesso di un’auto con motore EA 189 saranno contattati singolarmente. Se comunque si vuole verificare da soli, è necessario controllare la voce V.9 della carta di circolazione: le Euro 5 sono contraddistinte da queste voci: 1999/96 CE fase III oppure riga B2 o C; 2001/27 CE rif. 1999/96 riga B2 oppure riga C; 2005/78 CE rif 2005/55 CE riga B2 oppure riga C; 2005/55 CE B2; 2006/51 CE rif. 2005/55 CE B2 oppure riga C. Per l’elenco ufficiale bisognerà attendere le informazioni e la lista del ministero dei trasporti tedesco

Cosa si sta facendo in Italia?
In Italia sono state avviate le prime contromisure. “In attesa che ci vengano comunicati i dati reali sulle auto coinvolte faremo dei controlli a campione su almeno mille macchine diesel di tutti i marchi. Il costo previsto è di otto milioni di euro”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Si pensa che le automobili che hanno montato la centralina all’origine della truffa sulle emissioni in Italia interessate, possano essere “attorno al milione”. “Il costo per controllare un’auto – ha detto il ministro – è di circa 8.000 euro, per cui non possiamo controllarle tutte e faremo controlli a campione”. Inoltre Delrio non ha escluso la possibilità di  una class action.

Come partecipare alla class action?
Sono diverse le associazioni dei consumatori che si stanno organizzando per promuovere un’azione collettiva e richiedere eventualmente un risarcimento dei danni. Al momento si attendono i dati ufficiali sulle verifiche effettuate in Italia, ma se i dati che giungeranno dal ministero dei Trasporti confermeranno la truffa anche nel nostro paese, verranno raccolte le adesioni di coloro che vogliono far parte della causa collettiva e che solo facendone richiesta (a differenza dell’impostazione legislativa americana) potranno ottenere, eventualmente, un risarcimento del danno. Tra le motivazioni alla base dell’azione legale, sicuramente la pubblicità ingannevole e le pratiche commerciali scorrette.

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