Dieci domande a misura di Grillo

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quarto rosa capuozzo

Poniamo ai capi grillini dieci domande a cui dovrebbero rispondere se vogliono davvero chiarire sul caso Quarto

“Ho già avvertito Luigi Di Maio”. Sono solo undici sillabe, un nulla che probabilmente ronza nella testa di Luigi Di Maio and friends da diverse notti. “E poi gli ho detto anche a Luigi che qualche sera ci dobbiamo vedere, perché qualsiasi cosa, loro veramente ci devono commissariare”. Queste sono un po’ di più, di sillabe, e sono davvero pesanti. Finora “Luigi” non ha chiarito cosa sia siano detti, lui e Rosa Capuozzo, nella telefonata del 18 novembre (l’unica?). Non vuole chiarirlo. Ma non può far finta di non sapere niente, dell’affaire-Quarto. L’autodifesa in tv non ha convinto: è parso un avvocaticchio che parla d’altro. La tentazione di scrivere che non poteva non sapere è forte. Per questo, fra le tante, poniamo ai capi grillini 10 domande

  1. Non essendo credibile che la sindaca e l’uomo forte del M5S abbiano parlato solo della iniziativa del capogruppo Nicolais relativa al percepimento dei gettoni di presenza, la domanda a Di Maio è: cosa gli ha riferito davvero Rosa Capuozzo, e cosa le ha risposto lui?
  2. La sindaca – come ha evidenziato bene ieri Il Mattino – è da mesi una donna in grande difficoltà, anche sul piano emotivo: “Va a finire che ci uccidono”, arriva a dire alla consigliera Concetta Aprile dopo l’interrogatorio in procura con il pm Woodcock del 24 novembre. Se c’erano questi pericoli, perché non ne ha informato l’autorità giudiziaria?
  3. Il 18 novembre, giorno della accertata telefonata fra la Capuozzo e Di Maio, il comune di Quarto è già da un po’ all’attenzione dei media nazionali: il sito Unità.tv pubblica un primo articolo il 13 ottobre, cui segue pochi giorni dopo un altro pezzo sulla famosa revoca del campo di calcio alla società sportiva “Nuova Quarto Calcio per la legalità”. I giornali “ronzano” sull’operato della giunta grillina. Di qui la seconda domanda: fin da ottobre (ma è presumibile che i guai siano iniziati molto prima) com’è possibile che gli uomini forti campani Di Maio e Fico non abbiano drizzato le antenne?
  4. Anche perché, com’è noto, è in quelle settimane che la pressione del consigliere grillino De Robbio (poi espulso) sulla Capuozzo si fa molto forte. Quindi un’altra domanda: perché la sindaca non avrebbe dovuto informarne Di Maio e Fico dai quali si attendeva fiduciosa un tempestivo intervento?
  5. In questa vicenda ci sono anche altri consiglieri del M5S: il capogruppo Nicolais è evidentemente un personaggio che non poteva non sapere delle minacce sulla sindaca e tutto il resto: perché Nicolais non fornisce la sua versione dei fatti?
  6. Stessa domanda per altri consiglieri come Daniela Monfrecola, che è stata sentita due volte dalla procura; la già citata Concetta “Tina” Aprile, e “il segretario generale nostro” (dice Monfrecola). Perché i consiglieri pentastellati non parlano?
  7. È noto che è Roberto Fico il leader nazionale che ha sempre seguito più da vicino la vicenda di Quarto. Quando un preoccupatissimo Nicolais quasi gli implora, via sms, di venire a Quarto, il presidente della Vigilanza Rai gli risponde il giorno dopo sempre con un sms: “Appena possibile. Però ascoltatemi: andate avanti e cercate di lavorare tranquillamente”. È il 16 dicembre. A quella data, Fico ancora non ha compreso l’entità del problema. O invece l’ha capita ma spera ancora di tenere la cosa più o meno segreta, forse nella speranza che le acque si calmino. Una domanda a Fico: cosa voleva dire con quell’ “andate avanti”?
  8. Beppe Grillo prima ha minimizzato, quando pronunciò l’infausta frase “i voti della camorra non sono determinanti”, ma pochissimi giorni dopo comunicava a Rosa Capuozzo che il vertice le chiedeva un passo indietro. Fra la prima e la seconda posizione c’era stato il durissimo intervento di Roberto Saviano che chiedeva le dimissioni della sindaca. E’ Roberto Saviano il vero leader del Movimento? E perché Grillo non spiega il suo cambio di posizione?
  9. Rosa Capuozzo, espulsa e dunque ormai ex grillina, mollata dal gruppo dirigente in cui confidava (anche perché in fin dei conti aveva resistito alle pressioni del De Robbio), soprattutto in quel Di Maio “che è molto più duro”, perché non fornisce una sua spiegazione politica di quanto è avvenuto?
  10. Ieri Il Corriere della Sera ha ricostruito le tensioni nel Direttorio negli ultimissimi giorni, fino alla decisione di espellere Rosa Capuozzo e di lanciare una peraltro sgangherata controffensiva mediatica. E il sacro blog? I meet up? I militanti del Movimento? L’uno vale uno? Tutto tenuto in un’oscurità da regime. Una Corea del Nord trapiantata in Campania. Dov’è finita la trasparenza? Dove, la presunta diversità?

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