Scontro Martina-Di Maio. Il ministro: “Sei un populista”

Legge di Stabilità
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Il deputato Cinquestelle Di Maio etichetta l’articolo 47 della legge di stabilità come “uno degli articoli più infami”. Dura la replica del ministro Martina: peccato non abbia capito cosa ci sia scritto

Botta e risposta tra il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e il deputato cinque stelle Luigi Di Maio sulla legge di stabilità. A poche ore dall’approdo in parlamento del testo, il deputato grillino punta il dito contro le misure sull’agricoltura, definendole indegne, e invita gli agricoltori a scendere in piazza Montecitorio. Tra le oltre 500 pagine della manovra, infatti, Di Maio etichetta l’articolo 47 come “uno degli articoli più infami”, un articolo che secondo il deputato grillino aumenterà le tasse:  “Vi hanno raccontato – spiega su Facebook – che aboliranno l’Imu agricola, introdotta da loro stessi l’anno scorso. Ma non hanno detto che vi aumenteranno l’Irpef e l’imposta di registro. Oltre all’aumento delle tasse per i piccolissimi coltivatori in difficoltà”.

Peccato non abbia capito cosa ci sia scritto sulla legge di stabilità, è il senso della replica che arriva a stretto giro da parte del ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina. “Ho letto un post di Luigi Di Maio che definisce ‘infami’ le misure a favore degli agricoltori italiani nella legge di stabilità” specifica su Facebook Martina. “L’uso di questo aggettivo dice molto della logica populista che muove queste provocazioni” prosegue il ministro, sottolineando quelli che definisce i fatti: “Abbiamo destinato 800 milioni di euro alle imprese agricole che saranno utili per fare investimenti, creare occupazione e dare futuro alle loro attività. Questo grazie in particolare alla cancellazione dell’Irap (200 milioni) e dell’Imu sui terreni delle imprese agricole (400 milioni) le cui coperture complessive vengono per oltre l’85% da fuori il comparto agricolo ossia dal bilancio generale dello Stato”.

E riferendosi all’esponente del Movimento 5 Stelle, il ministro dice: “Cita gli aumenti delle rendite agrarie e dominicali, ma non ha letto che non riguarderanno gli imprenditori agricoli professionali e i coltivatori diretti. Dice poi dell’aumento dell’imposta di registro, ma al deputato 5 Stelle sfugge che anche questo adeguamento non riguarderà chi fa agricoltura di professione. A tutto ciò – continua a chiarire Martina – si aggiungano i 140 milioni che rifinanziano il sistema agevolato assicurativo in agricoltura, i 45 milioni per la sicurezza e il rinnovo delle macchine agricole, l’estensione degli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato anche agli operatori del settore agricolo e l’aumento della compensazione forfettaria Iva fino al 10% per il settore lattiero-caseario”.

Infine, il Ministro assicura di voler continuare a sostenere “un settore che è protagonista del rilancio economico del Paese” e conclude rassicurando il deputato grillino che “questi sono i fatti, altro che scelte ‘infami’”.

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