Dibba ha un chiaro problema con i numeri

M5S
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Per Di Battista sono le preferenze a garantire la governabilità e non il sistema elettorale: macon il proporzionale e le preferenze l’Italia ha avuto 50 governi in 48 anni

Ieri sera a Politics è andato in scena Alessandro Di Battista contro tutti. Intervistato da Claudio Cerasa, Alessandro De Angelis e Antonio Di Bella il deputato grillino si è barcamenato su vari temi dal referendum alla legge elettorale, dal reddito di cittadinanza alla politica estera.

Un argomento è stato il piatto forte della serata, ed è stato quando Di Battista ha spiegato la legge elettorale che per il Movimento 5 Stelle dovrebbe regolare la vita democratica del Paese. Non è un mistero che per i pentastellati il modello tipo è un proporzionale “quasi” puro, dove un partito per avere la maggioranza assoluta dei seggi dovrebbe raccogliere circa il 42% dei consensi, cosa ad oggi impossibile per qualsiasi formazione politica.

Il “comunicatore” Di Battista ha dimostrato di andare in crisi quando non è libero di fare il consueto comizio elettorale, ed è andato molto in difficoltà quando il giornalista di Huffington Post Alessandro De Angelis gli ha fatto notare che con la legge elettorale da loro proposta non potrebbero mai governare, neanche se il M5s prendesse il 35% dei voti.

A questa obiezione Dibba ha sciorinato una serie di inesattezze cercando di uscire da una situazione sfavorevole. Secondo lui, se il Movimento prendesse il 35% dei voti, più o meno il 40% dei seggi con il Toninellum, il Presidente della Repubblica dovrebbe consentire al premier designato dai Cinquestelle di chiedere la fiducia alle Camere. E continua a ribadire la sua tesi anche quando gli fanno notare che con quei numeri non arriverebbe nemmeno a chiedere la fiducia in Parlamento senza un accordo precedente con altri partiti.

E’ un po’ quello che successe con altri numeri nel 2013, allora Pier Luigi Bersani, nonostante avesse la maggioranza assoluta dei Deputati, non riuscì a trovare un accordo per avere la maggioranza anche in Senato e così non andò alle Camere per ricevere la fiducia, perché comunque non avrebbe avuto i numeri. Una conseguenza logica, che per Di Battista però non esiste.

La verità è che il Movimento 5 Stelle non vuole governare e il sistema proporzionale è il sistema perfetto per i governi di coalizione – la Prima repubblica insegna –  ma questo Di Battista non può dirlo.

Ps. Quando Di Battista dice che al di la di proporzionale o maggioritario, sono le preferenze che portano governabilità o mente o ignora la storia della Prima repubblica. Con il proporzionale e le preferenze si sono succeduti 50 governi in 48 anni, con il maggioritario (Mattarellum+Porcellum) 13 governi in 22 anni, con il tredicesimo ancora in carica.

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