Deutschland 83, la Guerra Fredda come non l’avete mai vista

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Deutschland 83

La risposta tedesca alle spy story dedicate alle tensioni Est-Ovest: un racconto di un’epoca che ha segnato indelebilmente la Germania e il mondo intero

La Guerra Fredda raccontata da una nuova prospettiva: dopo The Americans, arriva Deutschland 83, la risposta tedesca alle spy story made in Usa incentrate sulle tensioni tra Est e Ovest prima della caduta del muro di Berlino. La serie è firmata dalla coppia Anna e Joerg Winger – lei autrice, lui produttore – e coprodotta dalla rete tedesca Rtl e dalla statunitense Sundance TV.

In onda da questa sera su Sky Atlantic, Deutschland 83 racconta in otto puntate il conflitto tra le due Germanie e i rapporti con Usa e Urss, ma a differenza delle fiction americane, il punto di vista della narrazione è quello della Repubblica democratica tedesca.

Protagonista il giovane e talentuoso Jonas Nay che nonostante i suoi 25 anni ha già ottenuto diversi premi per la sua interpretazione nel film tv Home Video e nel lungometraggio Hirngespinster, nel 2014. Nay interpreta il ruolo di Martin, un militare della Ddr, molto convinto della propria missione, che un giorno viene scelto per diventare una spia della Stasi e catapultato verso l’Ovest. Da quel momento Martin diventerà Moritz e dovrà sottoporsi a un periodo di addestramento e cambiare il suo modo di vestire e di parlare per trasformarsi in un giovane militare dell’Occidente.

deutschland 83

Basta guardare il trailer di Deutschland 83 per capire che si tratta di qualcosa di nuovo nel suo genere; confrontandolo con quello di The Americans si nota un nuovo approccio rispetto a narrazione e contenuti. Il clima cupo dello show statunitense viene sostituito da una leggerezza e da un tocco pop che danno nuova vita a questo genere di serie con atmosfere che ricordano a tratti Goodbye Lenin. La distanza dalle altre serie tedesche arrivate finora in Italia, poi, è abissale: dimenticate Squadra speciale Cobra 11 e Il commissario Rex; parliamo di pianeti diversi sotto ogni punto di vista.

Già dalla prima puntata, “Quantum Jump”, emergono le differenze tra Est e Ovest. Emblematica la scena in cui Martin entra in un supermercato di Bonn e rimane costernato di fronte agli scaffali pieni di scatole di ogni colore e colpito dall’opulenza dell’Occidente, in forte contrasto con l’estrema sobrietà delle abitudini degli abitanti dell’Est. A differenza delle serie statunitensi che raccontano la Guerra Fredda, dallo show tedesco emerge una maggiore attenzione all’analisi storica e sociologica delle due Germanie e dei suoi due popoli. Un’altra scena chiave per cogliere la peculiarità del telefilm è infatti il training a cui Martin viene sottoposto e che comprende anche un corso rapido di tedesco della Germania Ovest per imparare l’accento e le parole nuove.

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Un capitolo a parte merita la colonna sonora: un vero e proprio viaggio attraverso la musica tedesca e internazionale degli anni ’80 da 99 Luftballons della cantante Nena a Sweet Dreams degli Eurythmics (durante la scena del supermercato). La scelta delle musiche evidenzia ancora di più l’intenzione degli autori e dei registi (Edward Berger e Samira Radsi) di raccontare, più che una semplice storia di spionaggio, un’intera generazione, un’epoca storica che ha segnato profondamente e indelebilmente la Germania.

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