Deutsche Bank spaventa l’Europa. Berlino pronta all’intervento pubblico?

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E Renzi esprime “pieno appoggio” al governo tedesco: “Eviteranno che la crisi si aggravi”

Questa volta è Deutsche Bank a mettere in ginocchio l’intero sistema finanziario europeo. Non la solita banca greca, spagnola o di qualche altro paese periferico del Vecchio continente. Da qualche giorno il più grande istituto di credito tedesco sta destando la preoccupazione del mondo finanziario (e non solo), tanto che molti investitori cominciano a darsi alla fuga.

Le sue condizioni finanziarie sono giudicate precarie dal mercato dopo la maxi-multa da 14 miliardi di dollari inflitta dalle autorità americane. E la recente notizia, arrivata ieri, di un cospicuo spostamento di capitali da parte di una decina di grandi fondi d’investimento fa temere sia necessario un imminente aumento di capitale.

Insomma, la banca è in difficoltà e la scossa sui listini finanziari si fa sentire fin dalle prime ore del mattino, anche sulle Borse asiatiche, riflettendosi inevitabilmente con pesanti ribassi sull’apertura dei listini del Vecchio continente.

A cercare di mettere una toppa ai forti cali ci prova lo stesso amministratore delegato, John Cryan, secondo il quale la “violenta speculazione” sul titolo risulta ingiustificata, anche alla luce del fatto che il titolo ha “solide fondamenta“. Mentre dal ministero dell’Economia tedesco provano a rassicurare dicendo che il settore bancario in Germania “è ben messo”. E il recupero dei listini europei alla fine arriva, soprattutto nella fase finale delle contrattazioni. Complice, oltre alla buona apertura di Wall Street, l’indiscrezione secondo cui gli Usa potrebbero ridimensionare la richiesta della multa a 5,54 miliardi.

Ma i timori rimangono, tanto che, secondo il settimanale tedesco Die Zeit, Berlino starebbe preparando un piano di emergenza assieme alle Autorità di vigilanza.

Sarebbe però curioso, se non addirittura irriverente dal punto di vista politico, se proprio il fronte dei falchi – coloro che hanno sempre criticato gli aiuti di stato per il salvataggio delle banche – cambiasse completamente idea solo per tutelare i propri interessi. Per ora è arrivata una smentita del ministero delle Finanze guidato da Schauble (da sempre uno dei maggiori critici agli aiuti pubblici).

La partita resta complessa, sopratutto sul piano politico. Come potrà infatti la Cancelliera tedesca giustificare un eventuale intervento di Stato agli occhi dei partner europei? O, in alternativa, come potrà presentarsi di fronte ai propri elettori se la banca venisse ristrutturata coinvolgendo il privato, e creando quindi una perdita di posti di lavoro?

Intanto il premier italiano Matteo Renzi, da Gerusalemme per i funerali di Shimon Peres, esprime “pieno appoggio” a Berlino e si dice “certo che le autorità tedesche faranno tutto ciò che sarà necessario per evitare che la crisi di Deutsche Bank si aggravi”.

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