Delrio: “Servono 1600 treni in più per avere un Paese normale”

Leopolda 2015
delrio

Il ministro Graziano Delrio risponde alle domande poste dai ragazzi della Leopolda

INVIATO A FIRENZE – Sabato mattina alla Leopolda 6 è dedicato al question time, dove i ministri rispondono alle domande dei partecipanti alla manifestazione fiorentina. Il primo ministro a sperimentare il nuovo format è Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture. Dal trasporto pubblico, alla mobilità sostenibile il titolare del ministero delle infrastrutture non si è sottratto alle domande che i 4 giovani saliti sul palco gli hanno rivolto.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico Delrio annuncia che nella legge di stabilità il governo istituirà “un fondo per rinnovare il parco delle motrici e degli autobus. Servono 1600 treni – continua il ministro – perché l’Italia diventi un Paese normale“. Il problema del trasporto pubblico locale è molto sentito dal governo, anche se “è di competenza regionale. Ogni giorno 5 milioni di persone si muovono sui mezzi pubblici ed è fondamentale che la rete venga ammodernata, perché se con un sistema moderno ed efficiente noi possiamo dare più diritti, più possibilità e più occasioni ai cittadini. Possiamo rendere più facile la vita ai cittadini”.

Trasporto pubblico, ma non solo. Secondo Delrio serve una mobilità sostenibile ed il governo “nella legge di stabilità metterà un grande Piano nazionale per la infrastrutturazione delle piste ciclabili. Ci saranno collegamenti est-ovest, da Torino a Venezia, e nord-sud. Io uso la bici ogni giorno a Roma, rischiando la vita, e arrivo sempre prima della mia scorta che si muove in auto – ha aggiunto il ministro – a Roma ci sono 650 auto ogni mille abitanti, a Londra tre volte meno”.

Nell’ultima parte del question time si è concentrato sulle opere pubbliche e sulla pulizia che è stata fatta. Il ministro ha ricordato come “in Italia negli ultimi anni si sia sempre parlato di grandi opere, senza mai pensare alla manutenzione delle opere che ci sono già. Senza manutenzione, senza pensare alla nostra rete infrastrutturale – ha aggiunto – episodi come il crollo del viadotto Himera sulla Palermo-Catania non sono un’eccezione, ma una consuetudine. Per questo nel piano pluriennale di Anas, finanziato con la nuova legge di stabilità, conterrà per la prima volta molto più soldi per la cura delle nostre strade“.

Il problema in Italia è che per fare le infrastrutture, quando ci si riesce, ci si impiega troppo tempo“. Una delle cause, secondo il ministro, è la troppa corruzione: “C’è qualcuno che pensa che i soldi dello Stato siano soldi di nessuno ma non è vero, sono nostri e vanno spesi con grande attenzione. Per mettere un freno a questo fenomeno il Parlamento ha approvato una riforma del codice degli appalti, anche con il contributo dell’opposizione. E’ una riforma epocale ed è quasi alla fine, manca un ultimo passaggio ma il testo è chiuso”.

 

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