Definiva l’Olocausto “una leggenda”: oggi è fra i candidati sindaco per il M5S

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Sono online gli aspiranti candidati sindaci del M5S, ma nella selezione passa un nome al centro delle polemiche

Sono finalmente online i candidati del M5S per il Comune di Roma. Sul blog di Beppe Grillo è possibile visionare i profili personali, i curricula e i video degli aspiranti sindaco e consiglieri. E’ questo il primo passo per la selezione del nome grillino che dovrà affrontare la complicata partita per la corsa al Campidoglio.

Tra chi si propone c’è di tutto un po': dagli impiegati ai giornalisti, dai liberi professionisti ai pensionati, ma anche insegnanti, casalinghe, imprenditori e operai. Per molti si tratta della prima candidatura, anche se spiccano alcuni nomi noti. Gli ex consiglieri capitolini a partire da Marcello De Vito, candidato M5S a sindaco già nel 2013 e ora capolista nel III Municipio, seguito da Enrico Stefano candidato nel VI Municipio, Daniele Frongia candidato in VIII Municipio, e la consigliera Virginia Raggi, candidata in XIV Municipio.

Ma tra i tanti nomi ne spicca soprattutto uno. Si tratta di Antonio Caracciolo, il docente della Sapienza che definiva l’Olocausto una “leggenda” sulla quale esistono “solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio”. Una “leggenda” usata “per colpevolizzare moralmente i popoli vinti”. Anche le camere a gas, “ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite”, sono una delle tante verità “da verificare”.

Caracciolo ricorda il fatto nella sua biografia e dopo aver raccontato di essere finito sotto procedimento disciplinare presso il Consiglio nazionale universitario, ricorda di essere “stato prosciolto nel gennaio 2010 con formula piena per insussistenza del fatto e del diritto”.

Più difficile dimenticare però le parole che aveva diffuso sul suo blog poi ripreso dall’estrema destra.  Come raccontava Repubblica, Caracciolo sosteneva che gli ebrei trarrebbero profitto dalla figura di Erich Priebke, ex ufficiale delle SS, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine: “Non si parli di giustizia e di giusta condanna, perché io non ne vedo di giustizia. Vedo solo vendetta. Mi chiedo cosa sarebbero gli ebrei romani senza i Priebke. Come potrebbero vivere senza nutrirsi della colpa altrui, o meglio della colpa che loro pensano il mondo intero abbia verso di loro. Su questa base fondano la loro tracotanza, la loro pretesa ad un risarcimento morale e materiale infinito”.

Difficilmente i vertici del M5S potranno non assumersi la responsabilità di questa discutibile candidatura, dato che il processo di selezione dei candidati è stato lungo e travagliato. E nelle maglie dei ‘censori’ grillini sono rimasti impigliati non pochi aspiranti candidati, bloccati e poi perfino espulsi senza apparente motivazione e soprattutto senza contraddittorio, come ha testimoniato un ex attivista ad Unità.tv.

 

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