De Vincenti: “Il Masterplan e i Patti con le regioni faranno ripartire il Sud”

Festa de l'Unità

Dibattito sul rilancio del Mezzogiorno alla Festa Nazionale de l’Unità con Claudio De Vincenti, Stefania Covello, Carmelo Barbagallo e Stefano Pan. Modera: Claudia Daconto

Soltanto una sinergia tra le istituzioni potrà rilanciare il Sud. Perché i soldi ci sono ma molto spesso vengono spesi male. E poi c’è bisogno di molta più Europa, più vicina ai cittadini e con molta meno austerity. E’ questa in estrema sintesi la convergenza di idee sulla quale governo, Pd e parti sociali hanno raggiunto un’intesa a Catania, alla Festa Nazionale dell’Unità, durante un dibattito sul Mezzogiorno.

Il sottosegretario Claudio De Vincenti, assieme alla responsabile per il Sud del Partito democratico Stefania Covello, al segretario della Uil Carmelo Barbagallo e al vicepresidente di Confidustria Stefano Pan hanno tracciato, guidate dalla moderazione di Claudia Daconto, un quadro delle priorità che servono al Mezzogiorno per ripartire.

Lo hanno fatto proprio in una delle terre del Sud con le maggiori potenzialità di crescita, la Sicilia, e partendo da quanto fatto finora dal governo. Il punto, mette subito in chiaro il sottosegretario De Vincenti, è mettere in piedi un disegno di politica industriale che ridia fiato al nostro apparato produttivo: “Lo stiamo facendo dal primo giorno in cui è nato questo governo. I dati ci dicono che la situazione è complessa, ma abbiamo attivato una politica di crescita sfidando anche l’Europa”. E rivendica: “Abbiamo sostenuto i redditi medio bassi con gli 80 euro, abbiamo abbassato il cuneo fiscale, incentivato le imprese con il credito d’imposta. Ma è chiaro che tutto questo non basta. Il Mezzogiorno ha bisogno di crescere di più e il Masterplan su cui stiamo lavorando è una strategia fondamentale per farlo, perché significa fare leva sulle competenze imprenditoriali del territorio. Competenze che non dobbiamo mandarle disperse”

Ed è proprio su questo che pone l’accento Stefania Covello annunciando che “sabato prossimo, con la firma di Puglia e Sicilia il Masterplan per il Sud sarà completato”. La deputata dem sottolinea nel suo intervento quanto il percorso sia stato faticoso e non semplice, “esattamente un anno fa l’argomento cardine di una Direzione Pd fu il Mezzogiorno. Da lì sono partiti i Masterplan per il Sud, i Patti per il Sud. Ma alla fine, come dimostra anche la delibera Cipe di inizio agosto, il governo ha mantenuto gli impegni per il Mezzogiorno proprio perché lo considera strategico e imprescindibile per il rilancio del Paese”.

Nel progetto di Palazzo Chigi, in cui ci sono risorse già disponibili per oltre 25 miliardi di euro, sono stati coinvolti i territori e le istituzioni in un lungo processo decisionale, “un modo grazie al quale – fa notare De Vincenti – abbiamo definito le priorità per i cittadini insieme agli enti locali”. “E’ un metodo di lavoro diverso dal passato – sottolinea il sottosegretario – perché non c’è una pianificazione calata dall’alto o una mera distribuzione di fondi, ma una responsabilizzazione reciproca tra governo, regioni e comuni per rimuovere gli ostacoli e andare avanti nel modo giusto rendendone conto ai cittadini”.

Anche la Uil appare positiva sul futuro del Paese: “Sebbene non la ritengo ancora del tutto sufficiente – sottolinea il segretario generale Barbagallo – vedo qualcosa di positivo nell’azione che sta facendo ultimamente il governo”. “Sul terremoto, ad esempio, il governo ci ha dato l’impressione che vuole fare qualcosa di strutturato, perché non si può parlare sempre di emergenza. Anche se è brutto dirlo – aggiunge Barbagallo – da una disastro può nascere un confronto fra le parti che può rilanciare il paese”.

Arriva infine il turno di Confindustria, che con le parole del vicepresidente Pan esprime anch’essa fiducia sul futuro del Mezzogiorno: “Abbiano 10mila imprese in più. I giovani sentono la capacità di poter iniziare nuovi progetti, ci sono molte start up innovative. E le imprese più grandi evidenziano che il Sud ha un potenziale enorme ancora inespresso. Il Sud può diventare il razzo dell’Italia. Dobbiamo combattere la povertà e la demagogia, estrarre i veri numeri e ragionare”.

Ma per farlo, concordano gli ospiti del dibattito, c’è bisogno di investimenti. E in questo senso le risorse possono arrivare soprattutto dai fondi europei. Non sono pochi, si parla di circa 100 miliardi, anche se una grossa parte sono risorse nazionali legate al cofinanziamento. “L’impegno del governo e delle istituzioni – assicura De Vincenti – è quello di spenderli sempre tutti e bene”. Perché in effetti non è solo una questione di soldi, ma anche di come spesso questi vengono spesi.

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