Ddl Cirinnà, le tre ipotesi possibili dopo l’intervento di Renzi all’Assemblea Pd

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Dialogo con il M5S o con Ncd? Fiducia o no? Sono solo alcuni dei nodi che bisognerà sciogliere nei prossimi giorni

Matteo Renzi è stato chiaro: il Partito democratico non ha i numeri al Senato per poter mettere in sicurezza il ddl Cirinnà, così come tutti gli altri provvedimenti. Di fronte al Movimento Cinquestelle con i suoi voltafaccia, l’ultimo “venti minuti prima” del voto sull’emendamento canguro, per riuscire ad approvare finalmente la legge sulle unioni civili a questo punto può essere necessario tornare allo schema della maggioranza di governo, con l’ipotesi estrema di porre anche la fiducia sull’emendamento risolutivo.

La scelta sarà affidata a un’assemblea dei senatori, che si terrà domani, alla vigilia della ripresa dei lavori in aula al Senato. Ma il premier li ha invitati a tenere ben presente la necessità di non riaprire un confronto parlamentare senza reti, rischiando così di rinviare l’approvazione delle unioni civili alle calende greche.

Ecco allora le tre possibili opzioni che si presenteranno ai senatori del Pd

1. Andare avanti con il percorso attuale della legge. Tornare, cioè, in aula sottoponendo il testo del ddl Cirinnà a un Vietnam di emendamenti e voti segreti, senza avere la certezza di avere la maggioranza su tutti i punti (cosa farà M5S?) e con il rischio – ancora più forte – di approvare alla fine una legge che risulti il frutto distorto di voti controversi. Ma significherebbe – e su questo insistono minoranza e Giovani turchi – mantenere il punto sulla stepchild adoption, almeno in linea di principio, al netto dell’esito dei voti d’aula.

2. Concordare con Ncd un emendamento che ricomprenda tutto il testo, tranne l’articolo 5. In questo modo i centristi non saranno tenuti a ingoiare il rospo della stepchild adoption, ma questa potrebbe passare comunque, se il M5S convergesse sui voti necessari a bocciare gli emendamenti soppressivi o modificativi. E’ l’ipotesi politicamente più complicata: perché Ncd dovrebbe correre il rischio? perché il M5S dovrebbe dare il proprio contributo all’approvazione di una legge che sarebbe comunque rivendicata essenzialmente dalla maggioranza?

3. Concordare con Ncd un nuovo testo, stralciando la stepchild adoption. Con alcune varianti: introdurre comunque o meno una forma di tutela per i figli delle famiglie arcobaleno (affido rafforzato?); mettere o meno la fiducia (l’idea accennata da Renzi nel suo intervento è stata subito dopo ridimensionata da Lorenzo Guerini e dai capigruppo Zanda e Rosato). E’ la via più semplice sul piano parlamentare ma più complicata per il Pd, visto che la minoranza e i Giovani turchi sono contrari a togliere la stepchild adoption dal testo. Ciò non vuol dire, comunque, che farebbero mancare i propri voti, soprattutto nel caso in cui venisse posta la fiducia. Su questa via Renzi sembra puntare con più decisione, non tanto per convinzione personale, quanto per la dura legge dei numeri. Non a caso, proprio su questo terreno il premier ha posto la questione nel suo intervento in assemblea, ricordando che la situazione attuale a palazzo Madama è frutto della non-vittoria del Pd di Bersani nel 2013 e che il M5S si è dimostrato per l’ennesima volta inaffidabile.

 

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