Ddl Cirinnà, arriva un nuovo emendamento: maternità surrogata reato anche all’estero

Diritti
Il piccolo David in braccio a Valter e Mario, la coppia gay livornese che lo ha avuto da una donna che ha dato l'utero in affitto.  Il bambino e' nato il 10 agosto scorso a San Diego in California e alla fine di agosto e' arrivato in Italia, si chiama david come il medico che lo ha fatto nascere.  Secondo quanto riportato oggi sul Il Tirreno, che pubblica la notizia, la donna che ha prestato l'utero e' una trentenne di origine messicana che vive a San Diego, gia' madre di tre figli, mentre il seme e' di Valter che, per la legge italiana, e' il padre di David. In sala parto sono entrati insieme e entrambi
hanno tagliato il cordone ombelicale. Da quel momento la madre non ha piu' nessun diritto sul piccolo. Le hanno consentito di tenerlo in braccio subito dopo il parto ma non ''di attaccarlo al seno'': ora dovranno allattarlo loro con il biberon.    La coppia vive insieme da 24 anni, nel 2008 si sono sposati a Barcellona: entrambi lavorano nel sociale.
ANSA/STRINGER

Il testo firmato da Gianpiero Dalla Zuanna modificherebbe l’articolo 5 del ddl sulle unioni civili

Oltre a quello sull’affido rafforzato presentato nei giorni scorsi, arriva in Senato un nuovo emendamento al ddl Cirinnà sulle unioni civili. Il testo è stato presentato dall’ala cattolica del Pd e porta la firma del senatore Gianpiero Dalla Zuanna.

L’emendamento, che andrebbe a modificare l’articolo 5, estenderebbe la punibilità delle pratiche di maternità surrogata anche se realizzate all’estero da cittadini italiani.

L’emendamento prevede che “chiunque, al fine di accedere allo stato di madre o di padre, fruisce della pratica di surrogazione della maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa da 600 mila a un milione di euro“.

“In sede di trascrizione degli atti di nascita ricevuti dall’estero dalle autorità consolari, i cittadini italiani richiedenti sono tenuti a rendere una dichiarazione all’ufficiale di stato civile attestante che la nascita è avvenuta senza il loro ricorso a pratiche di surrogazione della maternità vietate ai sensi della legge n. 40 del 2004, nonché a produrre documentazione attestante la dichiarazione, anche fornendo l’identità della partoriente. In mancanza di tale dichiarazione e documentazione, ovvero quando questa è stata resa e l’ufficiale di stato civile e le autorità consolari ravvisino la necessità di accertarne la veridicità, l’ufficiale di stato civile sospende la trascrizione e trasmette gli atti al procuratore della Repubblica”.

 

Foto Ansa

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