Ddl Cirinnà al bivio della fiducia, domani il Pd decide

Unioni civili
zanda cirinnà

Il giorno dopo l’Assemblea del Pd sui giornali italiani: i consigli del premier lussemburghese, il rischio Vietnam parlamentare e le posizioni polarizzate

La decisione su come proseguire il percorso del ddl Cirinnà è rinviata all’assemblea del gruppo dei senatori dem, che si riunirà domani sera alle 20. Ma nel suo intervento all’Assemblea nazionale, Matteo Renzi ha parlato chiaro e posto la questione per quella che è: continuare a inseguire i voltafaccia del M5S, o ricostruire anche sulle unioni civili il perimetro della maggioranza di governo, riallacciando il dialogo con Ncd?

Il tema apre a diversi scenari possibili per la legge. Da una parte ci sono i numeri e, soprattutto, la volontà di portare a casa una legge sulle unioni civili (anche senza la stepchild adoption) in fretta e in maniera certa, dopo i fallimenti del passato. Dall’altra, però, c’è il Pd e la sua tenuta interna: la minoranza e i Giovani turchi sono contrari a ridimensionare la portata del ddl Cirinnà. E c’è anche l’offensiva mediatica già lanciata dai 5Stelle (cui dà voce oggi il Fatto Quotidiano, secondo il quale “Renzi sfascia le unioni civili”), pronti a rinfacciare proprio al Pd lo stralcio delle adozioni, dopo che, con Di Maio, si sono detti disponibili a votare il ddl Cirinnà, articolo per articolo, emendamento per emendamento.


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Leggendo i giornali di oggi, le due posizioni sul ddl Cirinnà, già polarizzate, vengono ancora più estremizzate. E mentre i ministri di Area Popolare Angelino Alfano e Beatrice Lorenzin (in due interviste al Corriere della Sera e al Messaggero) parlano di ritorno del buon senso, il leader della minoranza dem Roberto Speranza, parlando a La Stampa, fa sapere che “se salta la stepchild adoption noi diciamo no“. In un’intervista a l’Unità, il senatore Giorgio Tonini sfida proprio chi sostiene che senza adozione la legge si debba fermare: “E’ importante andare fino in fondo subito, con o senza stepchild, non si può restare indietro“.

E nel giorno in cui il suo governo compie due anni, il presidente del Consiglio lancia un sondaggio dal proprio profilo di Facebook per chiedere ai suoi fan quale sia la priorità per il Paese: “Siamo a metà del cammino, mancano ancora due anni -scrive il premier sul social network rilanciando le slide di Palazzo Chigi su quanto fatto finora -, qual è per voi la priorità? Qual è secondo voi la riforma più urgente, adesso?”.

Alcuni retroscena, infine, suggeriscono alcune delle motivazioni che sono alla base della svolta di ieri in Assemblea. Maria Teresa Meli scrive sul Corriere della Sera che “il piano B” proposto da Renzi è stato ispirato, tra le altre cose, anche dai consigli di una persona in particolare: “Xavier Bittel, premier lussemburghese, gay dichiarato. E’ stato a suggerire di procedere passo dopo passo per portare a casa la legge“. Secondo Goffredo De Marchis, il premier non si fida più dei grillini: “Conoscendo il loro cinismo – si legge su Repubblica – ci lasceranno andare alle prime votazioni, poi sarà il Vietnam parlamentare”.


 

 

 

 

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