Davos, la bufera finanziaria cambia l’agenda del vertice

Economia
epa05115462 (L-R) French Prime Minister Manuel Valls and Greece's Prime Minister Alexis Tsipras and Dutch Prime Minister Mark Rutte attend a panel session during the 46th Annual Meeting of the World Economic Forum, WEF, in Davos, Switzerland, 21 January 2016. The overarching theme of the Meeting, which takes place from 20 to 23 January, is 'Mastering the Fourth Industrial Revolution'.  EPA/LAURENT GILLIERON

Dalla sicurezza globale e dall’ambiente, l’attenzione del celebre appuntamento economico si sposta inevitabilmente sui motivi che in questi giorni stanno scuotendo la finanza globale

Il grande declino dei mercati internazionali sorprende i lavori del World Economic Forum, il forum di economia che si tiene ogni anno a Davos. Nella piccola cittadina svizzera, prestata per una settimana al mondo dell’economia e della finanza, i partecipanti saranno costretti a rivedere i contenuti dei propri interventi.

Gli argomenti previsti in agenda per quest’anno infatti sono tre: la quarta rivoluzione industriale, i problemi della sicurezza globale e quelli dell’ambiente. Ma inevitabilmente, il tonfo dei mercati finanziari a cui stiamo assistendo da inizio anno, i timori per la crescita in Cina e il crollo del prezzo del petrolio, fanno virare le idee e i ragionamenti di tutti i partecipanti.

Gli iscritti sono oltre 2000, che pagano fino a 25mila dollari ciascuno per assicurarsi un posto. Presenti anche molti ministri, capi di Stato e di governo oltre ad autorevoli presenze come il vicepresidente Usa, Joe Biden, e Mario Draghi. Tra le importanti assenze, invece, si registrano la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il governatore della nostra banca centrale, Ignazio Visco.

Tornando ai commenti sul momento negativo dei mercati, “ci sono più rischi di quanto avevamo previsto”, ammette il direttore generale dell’Fmi, Christine Lagarde, che pure si aspetta “una crescita ragionevole” per il mondo.

Per il premio Nobel per l’economia Edmund Phelps, invece, quello che ha mandato in tilt le Borse è stato il rimpatrio dall’Asia di capitali. “È stato uno shock per le Borse e ha causato un bel po’ di turbolenze in varie classi di asset”. Ma ora “la correzione pare “per la maggior parte avvenuta e non mi aspetto ulteriori sconvolgimenti sulle Borse”.

Quanto alla pressione legata alle banche, il ministro delle Finanze della Germania, Wolfgang Schaeuble, nel corso di un dibattito torna a parlare della norma che sta scuotendo l’intero comparto europeo: “Il bail-in è stato deciso assieme per evitare ricadute sui contribuenti”, sottolinea Schaeuble, aggiungendo come “bisogna ricordare quanto sia stato difficile approvare la direttiva sulle banche. Ora il bail-in è in vigore e crea instabilità perché si è impreparati”. “Se volete un’Europa forte – è il consiglio del ministro tedesco – dobbiamo applicare quello che si è deciso di applicare”.

A parlare di Cina è invece il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, in una intervista a Bloomberg Tv realizzata al World Economic Forum a Davos. “Le recenti turbolenze sui mercati sono state dovute in parte a una comunicazione poco chiara da parte della Cina” sottolinea il numero uno del Fmi. “Ora le autorità di Pechino devono colmare il gap tra la percezione del mercato – aggiunge – e le indicazioni sugli interventi che le autorità cinesi intendono attuare, perché una migliore comunicazione sarà certamente di aiuto al processo di transizione del Paese”.

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