Dall’Ungheria a Calais, ecco le nuove “cortine di ferro”

Europa
La polizia ungherese 'rastrella' i migranti sfuggiti all'identificazione nelle città e nei villaggi lungo il confine sud con la Serbia, Rozske, 12 Settembre 2015. ANSA/CLAUDIO ACCOGLI

È un’Europa costellata da muri e barriere quella che si prospetta per il futuro

Messi assieme fanno impallidire il “Muro di Berlino”. Il primo muro ad essere stato eretto nell’epoca di Schengen è stato quello, duplice, di Ceuta-Mellila, pagato con fondi della Ue (le barriere sono lunghe 8.2 chilometri a Ceuta e 12 a Melilla, alte fino a 7 metri), l’ultimo – almeno per il momento – la barriera del Brennero, che è in fase di realizzazione. Dalla Serbia alla Bulgaria, dall’Ungheria alla Slovenia, dalla Grecia alla Macedonia, da Calais all’Austria: il Vecchio Continente si riscopre ancora più vecchio, disseminato com’è da nuovi muri. Muri di cemento, ma anche mentali. Comunque, muri della vergogna. Torniamo indietro di dieci mesi.

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