Agricoltura, Martina: “Il futuro è nella qualità dei nostri prodotti”

Festa de l'Unità

Alla festa nazionale de l’Unità si parla di agricoltura con Maurizio Martina, Roberto Moncalvo e Oscar Farinetti.
Modera: Mario Barresi

“In questi due anni abbiamo fatto un lavoro molto importante sia per il Sud che per l’intero modello agricolo italiano. Non è un caso che poi quando verifichiamo i dati Istat troviamo dei segni più dietro al settore agroalimentare”. Lo ha messo in evidenza il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina nel dibattito che ha tenuto alla Festa nazionale de l’Unità a Catania assieme a l’imprenditore Oscar Farinetti, fondatore di Eatitaly, e al presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo.

Bisogna anche porre molta attenzione sullo storytelling, suggerisce poi il numero uno di eataly, Farinetti, il quale afferma con il suo solito modo di esporre i suoi concetti in maniera diretta che i “francesi vendono meglio i prodotti agroalimentari perché li raccontano meglio di altri, cosi come fanno i toscani con il vino”.  “Siamo già primi nel biologico nel mondo e siamo un posto ‘sano’ dove fare agricoltura – aggiunge Farinetti – il mondo intero ce lo riconosce e per questo il futuro agroalimentare in Italia sta nella qualità, non servono gli incentivi alla quantità. Per esempio sul grano siamo leader nella qualità”.

“Noi siamo pronti a lavorare per promuovere sempre meglio il 100% italiano – ha quindi replicato Martina – anche in una filiera fondamentale come quella del grano. Dobbiamo fare diverse scelte. In particolare dobbiamo lavorare sulla qualità del grano italiano, sulla filiera e sull’organizzazione.

E poi – ha aggiunto ancora il ministro – la questione fondamentale sopratutto nel Sud è l’organizzazione dei produttori: riuscire a costruire nuovi strumenti di organizzazione per tutelare meglio il loro reddito. Siamo infatti di fronte ad alcuni cambiamenti profondi del rapporto tra l’agricoltura e i mercati: crisi dei prezzi, crisi dovute anche alle calamità atmosferiche e ai cambiamenti climatici ormai non straordinari, ma ordinari. Il grande tema di come organizzare meglio l’offerta, di come organizziamo chi vive di agricoltura – ha aggiunto ancora il ministro – è la cosa fondamentale in particolare per l’agricoltura del Mezzogiorno”.

 

e

Vedi anche

Altri articoli