D’Alema smentisce: “Votare Raggi per cacciare Renzi? Tutto falso”. Ma Repubblica conferma

Politica
Massimo D'Alema durante la convention della minoranza del Partito Democratico, "A sinistra nel Pd, per la democrazia e il lavoro: l'Italia può farcela". Roma, 21 marzo 2015. 
ANSA/ANGELO CARCONI

Da quanto emerge dal retroscena di Repubblica, l’ex segretario Ds punterebbe a indebolire il premier. Dal Pd la richiesta di chiarimenti

“L’articolo pubblicato da ‘Repubblica’ è falso”. Arriva immediata la smentita della portavoce di Massimo D’Alema, Daniela Reggiani, sulle indiscrezioni diffuse da Repubblica sulla presunta volontà dell’ex segretario dei Ds di votare Virginia Raggi alle amministrative romane pur di indebolire la segreteria di Matteo Renzi.

Secondo quanto si legge nell’articolo di Goffredo De Marchis quella dell’ex segretario dei Ds sarebbe una strategia per mandare via Renzi attraverso la vittoria della candidata M5S e la costituzione di Comitati per il No al referendum costituzionale, con l’idea di far cadere l’esecutivo. “Pur di mandare via Renzi, Massimo D’Alema, con un sorrisetto, dice che sarebbe disposto a votare ‘Lucifero’, figuriamoci se può tirarsi indietro davanti alla candidata grillina di Roma Virginia Raggi”, scrive De Marchis che riporterebbe i discorsi delle persone vicine all’ex segretario dei Ds. Nessuna dichiarazione ufficiale, quindi, ma solo rumors.

Indiscrezioni che, però, secondo la portavoce dell’ex segretario Ds non corrispondono alla verità: “I numerosi virgolettati riportati, a cominciare dal titolo, corrispondono a frasi mai pronunciate – ha scritto ancora la portavoce in una nota – d’altra parte, l’autore non precisa né dove, né quando, né con chi sarebbero state dette. Le riunioni di cui si parla non si sono mai svolte. La ricostruzione è frutto della fantasia del cronista e della volontà dei suoi mandanti. D’Alema, che è quasi sempre all’estero, non ha avuto modo di occuparsi della campagna elettorale di Roma”.

Ma il quotidiano Repubblica insiste: “L’articolo riporta fedelmente quanto ci è stato raccontato da numerose fonti. Le frasi pronunciate da Massimo D’Alema sul suo orientamento di voto a favore di Virginia Raggi, così come sull’intenzione di dare vita ad un comitato per il No al referendum – si legge sul sito del quotidiano – sono state ripetute in più occasioni di fronte ad interlocutori diversi. Parlare di mandanti esterni è grottesco, a muoverci non è altro che il giornalismo che significa raccontare storie di interesse generale. E questa ci pare proprio che lo sia”.

E dopo la richiesta di smentita postata su Twitter da Matteo Orfini, il presidente del Pd torna a scrivere:

Su una linea simile anche Matteo Renzi, che – rispondendo a un’apposita domanda in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri – dice: “Non sono interessato a commentare dichiarazioni altrui, in particolare se il presidente D’Alema smentisce”.

Mentre il vicesegretario Pd Debora Serracchiani, intervenendo questa mattina dai microfoni di Radio Capital, si è detta anche sorpresa del No alle riforme costituzionali, dal momento che D’Alema stesso, “quando era presidente della bicamerale, lavorò proprio per questo, per le riforme. La riforma del Senato è stata una delle indicazioni di D’Alema a quei tempi”.

E la smentita di D’Alema sembra non placare polemiche e tensioni tra maggioranza e minoranza Pd dopo l’articolo della Repubblica: il senatore Miguel Gotor, commentando l’immediata richiesta di smentita da parte di Orfini (“Spero che D’Alema smentisca al più presto. E che venga a darci una mano in questi ultimi giorni di campagna”, aveva scritto stamattina), ha commentato: “La prossima volta – scrive rivolgendosi a Orfini – aspetta un paio d’ore per rilanciare se no il gioco di spin è troppo evidente e ci rendiamo ridicoli”.

L’ex segretario Pier Luigi Bersani ha preferito non entrare nel merito della polemica tra D’Alema e il quotidiano diretto da Calabresi perché concentrato sui ballottaggi: “Domani sono a Rho e dintorni per la campagna elettorale del candidato Pd, in vista dei ballottaggi – ha detto Bersani -. Guerini ha detto ‘pancia a terra’ per i ballottaggi? E io sono pancia a terra per i ballottaggi”.

“Bene D’Alema – ha commentato invece il deputato dem Davide Zoggia  nessuno di noi aveva dubbi sulla falsità delle ricostruzioni di stampa con le quali si voleva caricare sulle sue spalle un’eventuale sconfitta elettorale a Roma. Bisogna dirlo con chiarezza: è ora di finirla con questi giochi allo scaricabarile. Qui bisogna lavorare tutti insieme per vincere ai ballottaggi. Invece si assiste ogni giorno ai giochetti delle informazioni fatte filtrare ad arte per vedere se si riesce a scaricare le responsabilità. La sinistra Pd sta lavorando ventre a terra per sostenere i candidati del partito. Altrettanto dovrebbero fare i dirigenti nazionali, invece di lavorare allo storytelling che più gli aggrada”.

E ai microfoni di Un giorno da pecora, il sindaco uscente di Torino e candidato al secondo mandato, Piero Fassino, crede nelle parole del presidente della Fondazione ItalianiEuropei: “L’ha già smentita lui. Penso che se D’Alema ha smentito… Penso che Bruto è un uomo d’onore, se non l’ha detto, non l’ha detto. Credo alla smentita”.

E anche il governatore della Puglia Michele Emiliano, citato nel retroscena di Goffredo De Marchi perché avrebbe contatti con D’Alema che pensa a lui come l’eventuale successore di Renzi, con una nota Emiliano ha smentito incontri o interlocuzioni “su questioni politiche nazionali, su materia referendaria o attinenti la leadership del partito democratico”.

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