D’Alema non ci sta: “Scorrettezza e stupidità vanno di pari passo”

Politica
Massimo D'Alema in una recente immagine d'archivio. ANSA/ANGELO CARCONI

“Così una plateale scorrettezza giornalistica, fatta forse per compiacere i capi del mio partito, è diventata un danno per il Pd”

“Una plateale scorrettezza giornalistica, fatta forse per compiacere i capi del mio partito, è diventata un danno per il Pd. Scorrettezza e strupidità spesso vanno di pari passo”: con queste parole Massimo D’Alema controreplica al quotidiano ‘La Repubblica’ (che oggi torna sul retroscena pubblicato ieri, confermando in sostanza quanto già scritto) in una lunga dichiarazione resa da Bruxelles. “Continuo a leggere su Repubblica falsità, forzature e valutazioni o prese di posizione pubbliche riportate come se si trattasse di trame e complotti“, si legge nella dichiarazione, “la volontà, per esempio, di impegnarmi nella campagna referendaria è stata annunciata più volte, l’ultima una ventina di giorni fa in una manifestazione pubblica a Brindisi, di cui gira anche un video. Ho ritenuto, tuttavia, di evitare pronunciamenti proprio per non provocare polemiche e strumentalizzazioni in vista delle amministrative, invitando a concentrarsi sui ballottaggi di domenica prossima”.

“Non ho tenuto – sottolinea D Alema – alcuna riunione con la dissidenza socialista, di cui ignoro l’esistenza. E’ passato a trovarmi Bobo Craxi, che è un vecchio amico. Non ho tenuto alcuna riunione di fedelissimi né in Puglia né, in particolare, a Bari. In Puglia sono andato invitato a fare la campagna elettorale del Pd, come può essere testimoniato da tanti cittadini ed esponenti del partito”.

Non ho esercitato alcuna pressione su Tommaso Montanari di cui sono amico ed estimatore. Ho parlato con lui – prosegue D’Alema – che mi ha chiesto un consiglio e ho ritenuto di dirgli che un suo impegno per Roma sarebbe certamente positivo per la città. Opinione che confermo. Per quanto riguarda la famosa riunione di lunedì scorso nella sede della Fondazione Italianieuropei, come è stato chiarito anche da altri, in particolare dal presidente Gaetano Quagliariello, c’è stato, alla fine, mentre uscivamo sul pianerottolo, uno scambio di battute che non si possono considerare né dichiarazioni di voto né annunci di programmi politici. D’altro canto qualsiasi persona di buon senso capisce che, se si vuole sostenere un candidato sindaco, lo si fa con dichiarazioni e iniziative pubbliche, non con battute su un pianerottolo”.

“In questi giorni, invece – conclude D’Alema – ho deciso di astenermi da qualsiasi considerazione critica proprio per evitare polemiche che potessero danneggiare il PD nella delicata fase delle amministrative. Un atteggiamento responsabile. E’ stato il falso scoop di Repubblica a lanciare, a poche ore dal voto, un appello a votare contro Renzi, che non ho mai pronunciato. Così che, per paradosso una plateale scorrettezza giornalistica, fatta forse per compiacere i capi del mio partito, è diventata un danno per il Pd, a conferma del fatto che scorrettezza e stupidità spesso vanno di pari passo”.

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