Scontro sulle riforme, Lotti contro D’Alema: “Accecato da rabbia e odio personale”

Referendum
Massimo D'Alema durante il congresso del Partito Socialista Europeo nel centro congressi all'Eur, Roma, 28 febbraio 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Massimo D’Alema ai microfoni di Radio Anch’io parla del referendum e fa infuriare Lotti

E’ dura la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti alle parole dell’ex premier Massimo D’alema sulla riforma costituzionale e il referendum del 4 dicembre. “Se solo l’ex premier Massimo D’Alema non fosse così accecato dalla rabbia e dall’odio personale per non aver ottenuto la sua poltroncina di consolazione potrebbe agevolmente scoprire la realtà”. La risposta arriva dopo le accuse lanciate da D’Alema ai microfoni di Radio Anch’io in cui chiedeva al Presidente el Consiglio di lavorare per il Paese invece di fare campagna elettorale: “Ci sono tanti esponenti del Pd o alleati, tra questi Cicchitto, Verdini, Casini, che possono dedicarsi” alla battaglia referendaria. Nelle sue parole, assicura D’Alema, “non c’è perfidia, è descrizione dei fatti. Il presidente del Consiglio dovrebbe governare il Paese, non andare in giro a fare comizi, questa è la mia personale opinione”.

“La realtà”, gli risponde Lotti a distanza, è “che ieri il presidente del Consiglio ha inaugurato i lavori contro il dissesto idrogeologico sul Bisagno che nessun governo aveva voluto prima di noi. Neanche i due governi D’Alema. Che il presidente del Consiglio ieri è stato a Treviso a incontrare aziende, lavoratori, uomini dello sport, lavoratori della scuola, artigiani per rilanciare la crescita del Nord-est attraverso investimenti mirati e il coinvolgimento di tutti”. E ancora: “Che il presidente del Consiglio ieri ha incontrato oltre cento sindaci tra Treviso e Genova per parlare di legge di stabilità, in particolar modo discutendo di come liberare gli avanzi d’amministrazione per l’edilizia scolastica. Che il presidente del Consiglio ha ascoltato le vittime della mala gestione delle banche venete frutto di una mancata riforma delle popolari che nel 1998 fu preparata da Ciampi e Draghi ma non realizzata dal governo D’Alema. E che è stata realizzata diciassette anni dopo dal governo Renzi. Che stamani il presidente del Consiglio parlerà di industria 4.0, visiterà il Cottolengo, si occuperà di aziende dell’aereospazio”.

Attacca ancora Lotti: “Se però D’Alema vuole parlare di risultati del governo potremmo discutere della riforma del mercato del lavoro che lui teorizzò e non realizzò, della riforma delle unioni civili, che lui teorizzò e non realizzò e di molte altre scelte legislative che sicuramente D’Alema avrebbe ben accettato se solo avesse ottenuto una modesta poltrona di consolazione. Spiace che un autorevole ex leader della sinistra sia così roso dal risentimento. Ma continueremo a ricordare con affetto la stagione dalemiana delle battaglie riformiste rottamate oggi dalla rabbia e dall’invidia”.

D’Alema in radio aveva  spiegato la sua posizione sull’appuntamento referendario del 4 dicembre: “Il presidente del Consiglio, che dice tante cose spesso in contrasto tra loro, ha appena finito di dire che non intende personalizzare” il referendum sulla riforma costituzionale “e ha sbagliato a farlo in passato, dopodiché ha lanciato sfida per duellare con tutto il resto del mondo. Una sorta di confronto Renzi e resto del mondo. Lui dovrebbe occuparsi del governo del Paese, magari vedendo se riesce a far quadrare i conti della legge finanziaria, della disoccupazione, della crisi”.

Inoltre l’ex premier in merito alla polemica sul quesito ha aggiunto:  “Il quesito è stato chiaramente formulato in termini propagandistici”. In altri casi “non si è ricorsi al titolo della legge ma a una formulazione più neutra”. “Qui si è voluto dare una intonazione propagandistica. Il governo fa uso di tutto il suo potere, ma io ho fiducia negli italiani che non si faranno ingannare da impicci e imbrogli” ha concluso.

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