Dal G20 una risposta forte alla minaccia terroristica. Parla Sandro Gozi

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Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio commenta i lavori del summit dei potenti della terra che si è appena concluso in Turchia

“Il G20 ha dato una risposta forte alla minaccia terroristica, è la prima volta che un vertice di natura principalmente economica si occupa di questioni legate alla sicurezza. Finalmente si respira un clima diverso, di collaborazione: è importante aver posto come priorità massima la lotta contro l’Isis”.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, commenta così i lavori del summit dei potenti della terra che si è appena concluso in Turchia. La due giorni, tra l’angoscia e la rabbia per quanto è accaduto nel cuore dell’Europa, si è svolta nella cittadina di Antalya e secondo il sottosegretario ha prodotto passi importanti sul piano geopolitico, a partire dal dialogo tra Putin e Obama, ma soprattutto sulle misure concrete per contrastare il terrorismo.

Quali sono stati i risultati del summit in Turchia?
I fatti di Parigi hanno tragicamente dimostrato, di nuovo, che il problema dei cosiddetti foreign fighters è una delle priorità. E da questo punto di vista i leader in Turchia hanno condiviso l’esigenza di rafforzare la gestione delle frontiere, proprio per monitorare i viaggi. Un’altra importante misura su cui si è convenuto riguarda il congelamento degli asset e dei beni dei terroristi: è fondamentale che dal G20 arrivino soluzioni sui flussi finanziari dei terroristi islamici e si è parlato anche di aumentare le sanzioni verso i regimi che finanziano i terroristi. Per di più, la discussione ha visto il rafforzamento della sicurezza aerea, una delle attività più esposte ad attacchi di terrorismo.

Un momento molto significativo del G20 è stato l’incontro Putin-Obama.
L’incontro tra i due leader fa seguito alla riunione di Vienna ed è un passo in avanti molto importante. Hanno raggiunto un accordo per lavorare insieme a una transizione politica in Siria ed è importante che ci sia un crescente dialogo tra americani e russi. Abbiamo sempre detto che la linea del dialogo con la Russia sarebbe dovuta rimanere aperta, proprio pensando al Medio Oriente e al Mediterraneo, a prescindere dalla vicenda ucraina. Tuttavia, la vera soluzione politica alla lotta contro l’Isis si può trovare soltanto in maniera condivisa, tutti insieme, con il coinvolgimento di tutti gli attori della regione. Anche per questo il G20 è stato importante, per la presenza di Turchia ed Arabia saudita, non solo per il dialogo tra Russia e Stati Uniti.
Inoltre, aggiungo, la soluzione politica non deve escludere anche interventi di sostegno a coloro che stanno combattendo contro l’Isis, come ad esempio i Curdi.

Quanto alla questione dei rifugiati, invece, cosa è emerso?
Il lavoro svolto dai Paesi che insieme rappresentano l’85% del Pil mondiale è stato fondamentale in questo senso. Il G20 rifiuta l’equazione “rifugiati uguale terroristi”, anzi mette bene in chiaro che dalla Siria si scappa da criminali e da macellai come quelli che hanno agito a Parigi. Sui rifugiati, soprattutto per quanto riguarda noi europei, si è parlato di accelerare l’attuazione dell’accordo già raggiunto a Malta: ossia rafforzare la gestione comune delle frontiere, rafforzare l’identificazione e proseguire con il lavoro di ridistribuzione dei rifugiati.

Cosa è necessario fare in più per gestire la crisi migratoria?
Riteniamo sia fondamentale aumentare maggiormente la cooperazione per gestirla e soprattutto vanno condivisi gli oneri legati alla crisi, dalla distribuzione dei rifugiati all’accesso sanitario degli stessi.

Cosa sta facendo l’Italia per prevenire eventuali attentati?
Quest’anno dall’Italia abbiamo espulso 55 persone sospettate di estremismo, ne abbiamo controllate 56mila e abbiamo esaminato 8600 autovetture. Siamo capaci di usare il pugno duro e il lavoro di prevenzione deve continuare. Dobbiamo tuttavia rafforzare con la cooperazione tra forze di polizia e di intelligence.

Sul piano della crescita e dell’economia cosa ha prodotto invece il summit di Antalya?
Il G20 è un forum di collaborazione economico tra i paesi e giudichiamo importante la coincidenza di vedute tra Italia e Stati Uniti contro l’austerità. Cosi come è stato molto importante aver posto l’obiettivo comune di ridurre la disoccupazione giovanile. In questo caso la discussione ha portato all’impegno comune di ridurla del 15 per cento entro il 2025. Inoltre, un altro importante punto comune raggiunto è stato l’approvazione del piano dell’Ocse contro l’evasione fiscale delle grandi multinazionali.

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