Dal G20 misure concrete contro il terrorismo

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+++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++ Un'immagine del tavolo del G20 alla presenza dei leader dei principali governi mondiali. Antalya (Turchia), 15 novembre 2015. Al centro il presidente del Consiglio Matteo Renzi. ANSA/ Palazzo Chigi / Tiberio Barchielli

Nel documento comune provvedimenti per rafforzare le misure di sicurezza e strumenti per combattere il terrorismo. Costruttivo il colloquio tra Putin e Obama

Un documento comune sulla lotta al terrorismo, il faccia a faccia non scontato tra Obama e Putin sulla Siria, alcuni passi in avanti per la questione migranti. Sono gli argomenti principali del G20 che si è aperto oggi in Turchia con un minuto di silenzio per le vittime di Parigi, tra l’angoscia e la rabbia per quanto è accaduto nel cuore dell’Europa, ma anche per gli attacchi terroristici di Beirut e Ankara. Nonostante le ingenti misure di sicurezza, non sono mancati gli scontri vicino alla ‘zona rossa’ di Belek, dove la polizia turca ha fermato dieci manifestanti.

“Non deve essere solo un altro summit, questo è il momento di agire”, ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk dando il via ai lavori. Qualcosa di concreto, in effetti, stavolta c’è. La novità sta nel recepimento di alcuni interventi concreti richiesti in mattinata dall’Unione europea e dalla Commissione di Bruxelles. Si tratta di tre misure inserite nella bozza delle conclusioni: intensificare e rafforzare i controlli alle frontiere; implementare ulteriormente la sicurezza aerea nell’aviazione civile; il blocco degli asset finanziari che, attraverso la tracciabilità, vengono ricondotti al finanziamento di organizzazioni terroristiche.

Momento centrale del summit è stato l’incontro tra Putin e Obama. Non era affatto scontato e non era previsto nessun bilaterale ufficiale. I due leader si sono incontrati con i rispettivi responsabili della sicurezza nazionale per una quarantina di minuti raggiungendo una condivisione di intenti. Russia e Stati Uniti sembrano più che mai convinti che bisogna trovare una soluzione in Siria il più presto possibile. Anche le posizioni sul futuro di Assad sembrano avvicinarsi, in virtù dei risultati raggiunti ieri a Vienna.

Passi in avanti sono stati fatti anche in merito ai migranti. Tutti gli Stati – si legge nella bozza del comunicato finale – contribuiscano alla soluzione della crisi dei rifugiati e condividano l’onere e ciò che ne consegue, incluso il ricollocamento. L’entità della crisi dei rifugiati – continua la bozza – è di scala globale con pesanti conseguenze politiche, sociali ed economiche. Il G20 chiede inoltre che tutti i paesi si impegnino in “altre forme di intervento umanitario, compresi sforzi perché i rifugiati abbiano accesso a istruzione, servizi e opportunità di benessere”.

Quanto ai temi economici, la discussione ha portato all’impegno comune di ridurre la disoccupazione giovanile del 15 per cento entro il 2025.

Nel frattempo, fa sapere a margine dei lavori il consigliere di Barack Obama per la sicurezza nazionale, Ben Rhodes, gli Stati Uniti stanno lavorando con la Francia per intensificare i raid aerei contro l’Isis in Siria e Iraq. La posizione dell’Italia è molto chiara: “Bisogna fare tutto il possibile per fermare l’avanzata del terrorismo – aveva detto nel pomeriggio il premier Matteo Renzi – e risolvere la situazione in Siria: le risposte non devono essere di pancia, bensì inserite in una visione complessiva che porti a una soluzione definitiva nel medio-lungo periodo”.

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