Dai rom al crocifisso, caos in Veneto sull’asse M5S-Lega

Politica
campo-rom

In consiglio regionale è putiferio per alcune frasi della grillina Bartella. E sui rom si concretizza la sinergia tra il Carroccio e i pentastellati

Il crocifisso? “Stiamo parlando di due pezzi di legno incrociato e niente di più”. A parlare e scatenare le polemiche è Patrizia Bartelle, consigliera regionale del M5S, che nella seduta del Consiglio regionale Veneto di mercoledì 9 marzo è intervenuta a proposito della votazione di maggioranza che impegnava il consiglio ad esporlo stabilmente in aula per sensibilizzare le altre istituzioni pubbliche al rispetto e alla difesa dei simboli delle radici cristiane.

La sortita ha scatenato un mezzo putiferio tra i consiglieri cattolici, nonostante Bartella si fosse definita “cattolica e praticante”. La consigliera grillina ha fatto però infuriare anche il M5S e soprattutto Jacopo Berti, il capogruppo pentastellato. Infatti i grillini hanno votato a favore dell’ abrogazione (passata con 34 voti a favore e 12 contrari) della Legge regionale n.54/1989 “Interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti”.

“I campi rom ospitano pericolose sacche di illegalità” ha detto Berti, ma Bartella ha chiesto che la legge non fosse cancellata ma rinviata in commissione. “Vi battete per l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici e poi calpestate i valori evangelici di carità, accoglienza e pietà. Che ipocrisia”, è stato invece il commento di Alessandra Moretti del Pd. 

A favore dell’abrogazione della legge, proposta dal consigliere Nicola Finco, hanno votato i consiglieri della Lega Nord, il governatore veneto Luca Zaia, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Tosi, Area Popolare e quattro consiglieri del M5S, mentre voto contrario è stato espresso dai consiglieri del PD guidati da Alessandra Moretti e da Patrizia Bartelle del M5S.

“Sono 27 anni che questa legge era presente in Veneto– ha dichiarato il consigliere regionale Lega nord Nicola Finco– e tutti possono vedere che risultati ha portato. I Rom non si sono integrati, rubano nelle case, non vogliono lavorare. In un periodo di ristrettezze economiche come questo noi abbiamo voluto dare un taglio netto, abrogando la legge, per chiarire che situazioni come queste non sono tollerate e che le nostre risorse devono essere investite con coscienza”.

“Da anni la legge non è finanziata- rincara la consigliera Pd Francesca Zottis – e ora che è stata abrogata si crea un vuoto normativo che le stesse amministrazioni comunali ci chiedono di riempire. Esistono già norme europee e statali, i comuni le recepiscono ma manca il passaggio intermedio. La Regione non può venire meno alle sue responsabilità”.

Vedi anche

Altri articoli