Dai Queen a Pavarotti. Trump non rispetta gli artisti

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epa04911556 US presidential candidate Donald Trump arrives for a press conference where he discussed a pledge he signed to stay in the Republican party even if he is not the party's nominee in the lobby of Trump Tower in New York, New York, USA, 03 September 2015.  EPA/JUSTIN LANE

L’ultimo caso è la lettera a nome della famiglia Pavarotti ​in segno di disapprovazione sull’uso della romanza “Nessun dorma” fra i brani della colonna sonora della campagna elettorale di ​Donald ​Trump​

“Apprendiamo oggi che la romanza “Nessun dorma” interpretata da Luciano Pavarotti viene utilizzata come parte della colonna sonora della campagna elettorale di Donald Trump. Tocca a noi familiari ricordare che i valori di fratellanza e solidarietà che Luciano Pavarotti ha espresso nel corso della sua carriera artistica sono incompatibili con la visione del mondo proposta dal candidato Donald Trump”.

La lettera, in Italiano e in inglese di presa di distanza dal candidato repubblicano alle presidenziali Usa è firmata nome per nome dalle figlie Lorenza Cristina e Giuliana e da Nicoletta Mantovani Pavarotti.

“Così come altri artisti coinvolti hanno già fatto in prima persona, esprimiamo pertanto la nostra disapprovazione a tale utilizzo”, concludono.  

Ma non è il primo caso. Oltre all’ormai famoso ‘discorso copiato’ pronunciato dalla moglie del magnate newyorchese Melania Trump il convegno del Grand Old Party si è contraddistinto anche per l’uso non autorizzato della canzone “We are the Champions“. Il Guardian riferisce infatti che i Queen non erano stati precedentemente informati dell’utilizzo del loro brano durante la convention americana. I membri della band britannica quindi hanno subito diffidato Trump con un post sul loro profilo Twitter: “Un uso non autorizzato alla Convention repubblicana contro la nostra volontà”.

Già in passato molti cantanti tra cui Adele, i R.E.M. e i Rolling Stones avevano negato al miliardario americano il permesso di utilizzare le loro canzoni per la campagna elettorale.

Sempre su Twitter, inoltre, qualcuno ha fatto osservare che neanche il leggendario frontman Freddie Mercury avrebbe gradito perché in quanto omosessuale non avrebbe mai potuto accettare la piattaforma politica dei repubblicani. Uno dei cavalli di battaglia, infatti, è la loro opposizione dalla decisione della Corte Suprema di legalizzare i matrimoni dello stesso sesso.

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