Renzi si appella ai dem per provare a cambiare l’Ue. Tra poco la Direzione

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Il premier incontra gli europarlamentari del Pd, prima di riunire il parlamentino. Mentre la minoranza prova a strutturarsi sul territorio e a tenere ferma la barra a sinistra

Preannunciata ormai più di un mese fa, la riunione della Direzione del Pd di oggi (che Unità.tv seguirà dalle 17 in diretta streaming e con un liveblogging) doveva essere inizialmente dedicata alle elezioni amministrative di primavera. Matteo Renzi aveva chiesto infatti una “moratoria” sul tema delle primarie, in attesa di superare le più stringenti emergenze su sicurezza (erano trascorsi pochi giorni dalla strage di Parigi) e immigrazione.

Nel frattempo, però, ne è passata di acqua sotto i ponti e i temi caldi sono diventati altri. Così, a quanto apprende Unità.tv, sarà soprattutto l’Europa al centro della relazione del premier, che – prima della Direzione – sta già incontrando in questi minuti al Nazareno gli europarlamentari dem. Renzi vuole fare il punto su quello che per lui rimane non uno scontro con Bruxelles, bensì il tentativo di far prevalere la logica europea su quella delle singole nazioni, che finisce per consegnare una posizione dominante (anche al di là delle regole comuni) alla Germania.

Per quanto riguarda i comuni, alcuni nodi, come quello di Milano, sembrano essersi sciolti, con il quadro delle candidature e della coalizione ormai completato e le primarie fissate per il 6-7 febbraio. A Roma, la candidatura di Roberto Giachetti pone un punto fermo (finora l’unico) nella competizione per il dopo-commissario, ma ancora molto resta da capire, con una parte del Pd alla ricerca di una candidatura alternativa e Sinistra italiana che mantiene la sua ambiguità sulla partecipazione o meno ai gazebo. Ci sarà tempo comunque fino al 10 febbraio per presentare le firme necessarie per presentarsi alle primarie nella Capitale. Più complicato appare uscire dal blocco che si è creato a Napoli, con Antonio Bassolino che rimane ancora l’unico in campo, mentre la ricerca di un’alternativa più in linea con il nuovo corso dem ancora non ha dato i suoi frutti.

Ma il tema vero che rimane senza soluzione è un altro, ed è tutto politico. Riguarda l’identità del Pd e, di riflesso, le alleanze che si prepara a stringere. La minoranza dem appare ancora fedele al vecchio motto pas d’ennemis à gauche e fatica quindi ad accettare il divorzio dalla neonata Sinistra italiana, anche se perfino i bersaniani sono disposti a riconoscere che le responsabilità di questa decisione non si possono certo attribuire tutte a Renzi. “Non permetteremo che il Pd diventi altra cosa rispetto al grande soggetto del centrosinistra”, ha ribadito oggi Roberto Speranza, all’uscita di una riunione della componente. Parole che fanno l’eco a quelle di Gianni Cuperlo, intervistato da Repubblica: “Se la linea è dare per archiviato lo strappo a sinistra e la sua sostituzione con pezzi della destra che abbiamo sempre combattuto nasce un’altra cosa, e non sarebbe più il partito di molti di noi”. Non bastano, insomma, le smentite pronunciate in tv da Renzi sul presunto ingrasso di Verdini in maggioranza: è probabile che questo sarà il tema che la minoranza vorrà affrontare oggi al Nazareno.

Intanto, comunque, la componente guidata da Speranza si sta organizzando. L’appuntamento di stamattina era stato fissato già tempo prima che fosse convocata la Direzione e aveva all’ordine del giorno proprio la strutturazione della minoranza sul territorio. L’obiettivo è il congresso del 2017, con un impegno che punta a intensificarsi soprattutto a partire dai circoli e dagli iscritti. Quella parte della base più tradizionale, insomma, all’interno della quale c’è un certo malcontento rispetto alle scelte di Renzi. Il percorso partirà presto, già nelle prossime settimane, e a marzo sarà contrassegnato da un seminario programmatico di tre giorni.

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