Dagli One Direction a Il Volo: ecco le più grandi popstar uscite dai Talent Show

Musica
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Passiamo in rassegna i più grandi fenomeni usciti dalle trasmissioni che cercano talenti musicali: alcuni di loro sono tra i più popolari cantanti degli ultimi anni

American Idol, Pop Idol, XFactor, The Voice: sono solo alcuni dei talent che dall’alba del nuovo millennio imperversano sulle emittenti televisive, esportando il proprio verbo di competizione alla ricerca del talento anche in altri settori e dando il via ad una serie di ulteriori format basati sulla gara tra concorrenti: dai popolarissimi talent di cucina, a quelli sui libri e via discorrendo.
Ma il concetto di talent show affonda le sue radici addirittura nel 1949, quando, da Febbraio a Settemebre, la BBC manda in onda per la prima volta la trasmissione Opportunity Knocks, che dal 1956 diventa un programma televisivo: un vero e proprio concorso musicale, i cui vincitori vengono decretati dai telespettatori prima via posta e poi, qualche anno dopo, per telefono.
È Simon Fuller però, produttore discografico e televisivo, che codifica la struttura dei talent ai quali siamo abituati oggi; inventando nel 2001 lo show Pop Idol, per la televisione britannica, e l’anno successivo American Idol.
La finalità esplicita di questo tipo di programma è quello di scoprire e lanciare talenti; allo stesso tempo la convergenza di audience televisivo, interesse mediatico e case discografiche ha reso queste trasmissioni uno snodo importante nell’industria dello spettacolo ed una fucina di veri e propri fenomeni commerciali nel mondo della musica.
Facciamo una carrellata di alcuni dei casi più eclatanti: concorrenti divenuti popstar mondiali.

La primissima edizione di Pop Idol, lancia nel 2002 Will Young, che vince la competizione canora e vende 1 milione e 770mila copie del suo primo singolo. Nel giro di soli quattro anni, nel 2006, arriva ad essere votato in un sondaggio tra gli inglesi l’artista britannico preferito di tutti i tempi; con sei album all’attivo e un’avviata carriera da attore Will Young è la prima pop star ufficialmente forgiata e poi sdoganata da un talent show.

Vincitrice nel 2006 della terza edizione di XFactor in Inghilterra, Leona Lewis, cantante dalle spiccate doti vocali sulla scia di mostri sacri del settore quali Celine Dion, Whitney Houston e Mariah Carey, si impone in breve tempo sul mercato discografico mondiale. La sua prima hit Bleeding Love ha venduto ad oggi più di dieci milioni di copie ed è uno dei singoli più venduti di sempre. Con 5 album all’attivo, premi ricevuti un po’ ovunque, tour sold out e vendite stellari, Leona Lewis è una delle cantanti britanniche under 30 più ricche in circolazione (da una classifica stilata sul Sunday Times).

Da XFactor nel 2010 escono fuori gli OneDirection; a dimostrazione che non è necessario vincere la competizione per far breccia nel cuore del pubblico, la boy band, messa insieme per l’occasione dai giudici dopo che singolarmente i membri del futuro gruppo falliscono nel passare le selezioni, arriva terza classificata. Ma subito dopo ottiene un contratto discografico milionario per diventare, nel giro di qualche anno, il gruppo di fama planetaria che popola le copertine dei rotocalchi rosa e dei siti per teenager. L’uscita dalla band di Zayn Malik, il tenebroso della band, ha scatenato psicodrammi dal risvolto tragicomico tra le giovanissime fan, che hanno intasato twitter di messaggi luttuosi.

Nel 2009, il programma Britain’s Got Talent lancia verso il successo mondiale Susan Boyle, cantante scozzese all’epoca 47enne; facendo leva sul suo aspetto poco curato e la sua età anagrafica, fattori totalmente in controtendenza rispetto al prototipo vincente da talent, i produttori rendono la Boyle un curioso cortocircuito che affascina il pubblico, e finisce per amplificare il valore delle sue sviluppate doti canore, rendendo la cantante amata e accettata come fenomeno eccentrico: la rivelazione di un talento nascosto proprio dove apparentemente sembra impossibile trovarlo. Un po’ lo stesso gioco che si è cercato di fare in Italia con Suor Cristina, vincitrice di The Voice of Italy nel 2014, ma con risultati non esattamente paragonabili…

Anche l’America ha le sue popstar venute fuori dai talent: Kelly Clarkson, vincitrice di American Idol a 20 anni, nel 2002, sette album all’attivo e già un gratest hits di successi sul mercato dal 2012;  Carrie Underwood, vincitrice della stessa trasmissione nel 2005, con all’attivo ben 7 Grammy Awards, e Jennifer Hudson, un Oscar e un Grammy, nonostante si fosse classificata solo settima nell’edizione 2004 di America Idol.

La realtà Italiana vede invece una diarchia rappresentata da Amici di Maria De Filippi e XFactor, con gli equilibri di potere nettamente sbilanciati a favore della prima; dagli studi Mediaset sono usciti fuori (dal 2008 ad oggi) Marco Carta, Alessandra Amoruso, Valerio Scanu, Emma Marrone, Moreno, i Dear Jack e l’ultimissimo fenomeno Stash And The Kolors: un trio pop dalle inflessioni leggermente indie rock che è una declinazione abbastanza bizzarra del prototipo della popstar da talent. Di contro XFactor prova a reggere il passo con Mengoni, Fragola, Noemi, Chiara e compagnia cantante.
Il più eclatante fenomeno commerciale nostrano legato ad una trasmissione di questo tipo non viene però da nessuno dei due programmi sopra citati; si tratta di una vicenda che ricalca quasi le tappe di un esperimento antropologico: un talent per bambini, Ti lascio una canzone, fa crescere tre cantanti che nel giro di sei anni riescono a imporsi ovunque (anche) con O’ Sole Mio. Il Volo.

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