Da Salvini a Borghezio, M5S in imbarazzo per gli endorsement leghisti

Amministrative
L'europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio, questo pomeriggio 26 giugno 2011 a Sesto Calende (Varese). 
ANSA/ENZO LAIACONA

L’ammiccamento degli esponenti del Carroccio verso i grillini si fa sempre più insistente. Tanto che Fico è dovuto intervenire: “Siamo su due pianeti diversi”

In vista dei ballottaggi del 19 giugno stiamo assistendo ad un fenomeno che se non fosse vero avrebbe dell’incredibile: l’ammiccamento della Lega di Salvini (il partito più “vecchio” del panorama politico italiano) nei confronti del Movimento 5 Stelle, quelli che i partiti li vorrebbero vedere estinguersi. Il ‘felpato’ non perde occasione per gridare al mondo che, se dovesse votare a Roma o a Torino, la sua scelta cadrebbe senza dubbio Virginia Raggi o Chiara Appendino.

Al coro si stanno unendo tutti i leghisti, non ultimo quel Mario Borghezio che fino a qualche tempo fa definiva i cittadini italiani che abitano al di sotto del Po, testuali parole, “merdaccia levantina e mediterranea“. Quello che è stato definito l’Obelix padano ha detto a chiare lettere che la Appendino “merita il nostro appoggio, la voto e la farò votare“.

L’obiettivo dei leghisti è duplice: un’alleanza delle forze che si pongono (almeno a parole) contro il sistema, in chiave anti-Renzi e, soprattutto, un ricambio del favore da parte dei grillini dove la Lega è impegnata nei ballottaggi e dove i voti pentastellati potrebbero risultare decisivi, da Milano a Bologna, da Novara a Trieste, solo per fare qualche esempio.

Una pretesa, questa, che però va a scontrarsi con il palpabile imbarazzo dei vertici 5 stelle. Già perché va bene la retorica anti-governativa, va bene la realpolitik, va bene l’irrefrenabile voglia di vincere, ma alla fine sembra prevalere la difficoltà di andare a spiegare ad un elettorato anche di sinistra come sia possibile stringere patti con la destra delle ruspe e dei diamanti in Tanzania, la quintessenza del populismo xenofobo europeo.

“Salvini ha detto che ci voterà?”, si è affrettato ad affermare Roberto Fico. E’ libero di fare e di dire ciò che vuole, ma non ci interessa. Dietro queste sue dichiarazioni non c’è un’intesa. Anzi, non c’è stata, né ci sarà, nemmeno una telefonata. Con Salvini, così come con Forza Italia, non stringeremo mai un’alleanza. E’ un discorso che vale sia per i ballottaggi sia per il referendum. Siamo su due pianeti completamente diversi“.

Gli fa eco Luigi Di Maio, che smentisce le ricostruzioni per cui siano in corso delle vere e proprie prove di alleanza tra M5S e Lega: “I voti sono dei cittadini non dei segretari di partito. Non diamo alcuna indicazione per i ballottaggi del 19 giugno. Non facciamo inciuci né accordi preelettorali. Sala o Parisi, De Magistris o Lettieri, Merola o Borgonzoni: per noi pari sono. Non esiste alcun asse con nessuno”.

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