Da Noel Gallagher a Fabri Fibra: mezzo secolo di insulti “rock”

Musica
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Prendiamo spunto dall’ultima invettiva di Noel Gallagher per ripercorrere la storia delle “dichiarazioni al vetriolo” nel rock’n’roll

A chi frega nulla delle popstar odierne? Chi se ne frega dei fottuti One Direction? Sono dei succhiaca…, verranno rinchiusi tutti in comunità a disintossicarsi che non avranno compiuto 30 anni. E chi se ne frega di Ellie Goulding? Ma fate sul serio? Adele?? Impazzisco. A nessuno importa nulla! Successo sprecato per tutti loro, coi loro fottuti in ear-monitor e le loro sigarette elettorniche. E le loro linee di profumi che fanno uscire per Natale. Fottute teste di c…”.

A parlare è una delle massime autorità nel campo delle invettive contro i colleghi musicisti: mr. Noel Gallagher, leader degli Oasis fino a quando, sei anni fa, la sua strada e quella del fratello Liam, il cantante della band, si sono divise. Sono rimaste scolpite negli annali dell’insulto rock alcune sue dichiarazioni al vetriolo come quella contro MadonnaNon fa altro che andare in palestra e dormire: vuole forse diventare così snodabile da infilarsi la testa nel sedere?”, contro i BlurVorrei che fossero morti”, contro Kylie MinoguePer quel che ne so, Kylie Minogue è una piccola diabolica idiota e la sua musica fa schifo”.

Il fratello Liam non è da meno, particolarmente violente alcune sue dichiarazioni contro Pete DohertyCosa significa la parola Libertine? Libertà! E lui è da solo in un angolo con un elmetto a farsi di eroina. Non c’è nulla di libero in questo”. Il cantante non si tira indietro nemmeno di fronte ai suoi numi tutelari: George Harrison, verso il quale gli Oasis non hanno mai fatto mistero di avere un debito artistico, un giorno espresse un giudizio molto poco lusinghiero sulla band di Manchester e sullo “stupido” Liam, del quale la band “avrebbe potuto fare tranquillamente a meno”. La replica non si fece attendere: “Amo ancora Harrison come compositore” sbottò Liam “ma come persona è una c… di nullità!”.

Su una sola cosa i litigiosi fratelli Gallagher, spesso contrapposti l’uno all’altro, sembrano d’accordo: il disprezzo verso Robbie Williams, rispettivamente etichettato come un “individuo flaccido che abusa di ormoni” e un “lamentoso scrittore di dischi pietosi”.

Ma l’intera storia della musica è costellata da episodi del genere: dichiarazioni, minacce, insulti e invettive, che hanno alimentato per anni l’epica del rock e le tasche delle star, spesso quasi meccanicamente indotte alla frase ad effetto per attirare un po’ di attenzione. Altre volte è l’ego dei protagonisti, l’invidia o la frustrazione a dettarne le uscite più infelici ma allo stesso tempo più divertenti.

Da annoverare tra i grandi polemisti del rock, anche figure storiche come quella di Nick Cave, che ebbe a dire una volta “Tutte le volte che sono accanto a uno stereo e mi viene da chiedermi “cos’è questa merda?” la risposta è sempre i Red Hot Chili Peppers”; Elton John che se la prese con Keith Richards degli Stones,  “Sembra una scimmia con l’artrite: va sul palco e vuole fare il giovane” e con Madonna, “Chiunque si faccia pagare un centinaio di dollari per esibirsi sul palco in playback dovrebbe essere fucilato”; e John Lennon, che rivolgendosi a Jagger sentenziò “penso che Mick sia imbarazzante con tutto quel suo ballare da finoc…o. L’ho sempre pensato”.

Anche chi apparentemente mostra il volto conciliante della rockstar bonaria non è esente da questo fuoco incrociato. È il caso di Dave Grohl dei Foo Fighters, che si trovò a rispondere a una dichiarazione velenosa di Courtney Love: la vedova di Kurt Cobain dichiarò “Kurt lo detestava più di chiunque altro (fatta eccezione per un giornalista). Dave è il classico tipo mediocre con l’atteggiamento da bravo ragazzo”. Per replicare Dave non si avvalse di giri di parole “È solo una brutta puttana” proclamò.

Nella top ten degli insulti più divertenti c’è sicuramente quello di David Lee Roth dei Van Halen, “Ai giornalisti musicali piace Elvis Costello perché i giornalisti musicali assomigliano a Elvis Costello” e lo stesso Costello, qui chiamato in causa, fu autore della spassosa dichiarazione, “Morrissey scrive sempre dei titoli di canzone bellissimi, peccato che poi spesso si dimentichi di scrivere la canzone

Volendo cercare precedenti illustri nel campo della polemica tra grandi musicisti, le dichiarazioni che fecero in un certo senso da apripista, e che destarono scalpore per la caratura dei pesi massimi in campo, furono quelle di Glenn Gould nei confronti dei Beatles. Autore di una critica molto articolata, Gould considerava i Beatles molto poveri musicalmente: concetto riassunto nel perentorio assioma “Quello che alla fine rimane dei Beatles sono tre accordi”.

Oggi l’hip hop ha finalmente canonizzato, con la pratica del dissing, questa prassi che attraversa tutta la storia del music business; in maniera creativa ed originale i rapper strutturano le loro polemiche sotto forma di espressione artistica: spesso accenni e frasi di liriche all’interno di un brano e altre volte intere composizioni che hanno come tema l’attacco mirato al proprio rivale. Capita che un dissing diventi un fitto botta e risposta a colpi di video musicali, quasi una corrente a sé stante all’interno di un genere musicale: brillante esempio nostrano di questa pratica è il dissing tra Fabri Fibra e un rapper meno conosciuto: Vacca. Il video che vi mostriamo è una delle risposte che Fibra ha consegnato al web all’interno del suo scontro dialettico con Vacca: Fatti da Parte, un brano di 10 minuti, in cui, è il caso di dire, risponde al suo antagonista per le rime.

 

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