Da Molenbeek a Molenbeek, così è finita la fuga di Salah Abdeslam

Terrorismo
Il fermo immagine mostra un momento degli arresti nel corso dell'operazione anti-terrorismo a Molenbeek (Bruxelles), 18 marzo 2016. E' finita dove tutto Ë cominciato, a Molenbeek, la grande fuga del ricercato n.1 d'Europa, Salah Abdeslam, unico superstite dei terroristi degli attentati di Parigi. Catturato vivo dalle forze speciali, che gli hanno sparato a una gamba per bloccarlo mentre cercava di fuggire.
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Il giovane terrorista si oppone all’estradizione in Francia. Il legale: “Ha intenzione di collaborare con i giudici belgi”

La fuga dell’uomo più ricercato d’Europa, la “primula rossa” della jihad europea, si è conclusa dove tutto era cominciato: a Molenbeek, quartiere multietnico di Bruxelles, diventato il luogo-simbolo del fondamentalismo islamico continentale. Dopo quattro mesi di latitanza, Salah Abdeslam, uno degli autori degli attacchi di Parigi del 13 novembre scorso, è stato ferito e arrestato nel corso di un blitz delle forze speciali belghe. Fermate insieme a lui altre quattro persone, tra cui tre membri di una famiglia che lo ospitava.

“Una vittoria contro il terrorismo”, l’ha definita il premier belga Charles Michel. “Una tappa importante che non è la conclusione della vicenda”, ha precisato il presidente francese François Hollande che ha seguito l’operazione direttamente dalla residenza del premier belga in rue de la Loi dove entrambi si sono diretti a seguito del vertice Ue sui migranti, in corso proprio a Bruxelles. Salah, ferito a una gamba, è stato dapprima trasportato all’ospedale Saint-Pierre della capitale belga e poi subito dimesso in attesa di essere interrogato. Hollande, che ha riunito il Consiglio di Difesa, ha fatto sapere che la Francia chiederà quanto prima l’estradizione del 26enne che “dovrà essere essere interrogato e giudicato dalla giustizia francese”, visto che è stato dimostrato il suo coinvolgimento nella strage di Parigi in cui morirono 130 persone. Il ministro degli Esteri belga ha già chiarito che Abdeslam sarà in Francia nelle prossime settimane.

Nonostante la volontà politica dei due Paesi, però, il legale del giovane terrorista (Sven Mary, uno dei penalisti più conosciuti in Belgio) ha già fatto sapere che il suo assistito si opporrà alla richiesta di estradizione e avrebbe invece intenzione di collaborare con i magistrati belgi.

Il blitz nel quartiere che ha difeso e protetto Salah
Il blitz è scattato alle 16.40 di venerdì 18 maggio in rue des Quatres Vents, a Molenbeek. Le forze speciali hanno circondato la zona, evacuando i residenti e gli alunni di una scuola vicina all’appartamento dove era nascosto Salah. Tre perquisizioni, lanci di granate lacrimogene, spari ed esplosioni e poi Salah che tenta l’ennesima fuga ma viene ‘neutralizzato’ sul marciapiede davanti all’abitazione. La svolta nelle indagini è arrivata martedì quando la polizia belga ha fatto irruzione in un’abitazione di Forest, sobborgo di Bruxelles, che doveva essere vuota ma che invece nascondeva lo stesso Salah e due complici: Mohamed Belkaid, il 35enne algerino rimasto ucciso da un cecchino, che si è poi scoperto essere Samir Bouzid, l’uomo che fornì appoggio logistico ai membri del commando jihadista in fuga dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre. L’identità di ‘Bouzid’ era presente nelle liste di ricercati di Francia e Belgio da dicembre, quando furono trovate le prove che aveva effettuato un versamento da Bruxelles alla cugina di Abdelhamid Abaaoud, Hasna Ait Boulahcen, morti entrambi nel raid a Saint-Denis del 18 novembre scorso. Nel covo anche Monir Ahmed Alaaj alias Amine Choukri, l’uomo che insieme a Salah martedì si diede alla fuga e che oggi è rimasto leggermente ferito nel blitz. I media belgi hanno annunciato che nell’abitazione di Forest, in rue du Dries, erano state ritrovate le impronte di Salah, forse su un bicchiere. Una fuga di notizie che ha obbligato le forze speciali ad anticipare l’operazione di un giorno, prevista infatti per sabato, per non perdere nuovamente le tracce del ricercato. L’antiterrorismo era infatti a conoscenza di dove si trovava Salah, perché insieme al suo complice, dopo essere fuggiti dal covo di Forest, Abdeslam aveva contattato un uomo sorvegliato da diversi mesi dalla polizia. A tradirlo, forse, anche una soffiata arrivata questa mattina alla polizia da parte di un ‘amico’.

Le reazioni
“I miei pensieri vanno alle famiglie delle vittime di Parigi, perché Salah Abdeslam era direttamente legato alla perpetrazione e all’organizzazione” degli attentati. Così il presidente francese François Hollande ha accolto la notizia, ringraziando le autorità belghe per la cooperazione e rinnovando una nuova intensa collaborazione contro il terrorismo. “Dobbiamo prendere tutti coloro che hanno permesso, organizzato o facilitato questi attacchi terroristici di Parigi e ci rendiamo conto che sono molto più numerosi di quanto pensassimo in precedenza e avevamo identificato”, ha ricordato Hollande. In serata è arrivata anche la telefonata del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che si è congratula con Hollande e Michel per gli arresti. Obama ha lodato il lavoro dei servizi di sicurezza del Belgio e ha sottolineato che gli Usa lottano con Belgio e Francia contro la piaga del terrorismo.

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