Da Harvard la conferma: un terribile impatto separò la Luna dalla Terra

Spazio
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I risultati della ricerca mettono la parola fine alle speculazioni riguardo alla nascita del nostro satellite: un impatto tremendo strappò via la Luna dalla Terra 4 miliardi e mezzo di anni fa

Anche se non riesce a ridimensionare il fascino che la Luna esercita sull’umanità dalla notte dei tempi, la scoperta scientifica del gruppo coordinato dal professor Kun Wang, pubblicata sulla rivista Nature, quantomeno toglie un po’ di mistero al nostro satellite.
Attraverso analisi chimiche, possibili solo grazie all’attuale progresso delle nostre conoscenze in materia, gli scienziati dell’università americana di Harvard hanno potuto verificare che il pianeta Terra e il suo satellite sono la stessa cosa. O meglio: hanno una identica composizione chimica. Terra e Luna una volta erano un solo corpo celeste e un impatto virulento le ha separate: lo scontro con quello che si ipotizza essere un piccolo astro ha letteralmente vaporizzato parte del nostro pianeta. Dalle polveri generatesi da questo eccezionale evento, risalente all’incirca a 4 miliardi mezzo di anni fa, è nata la Luna.
 
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La Terra vista dalla Luna

“I nostri risultati ci dimostrano come in seguito a quell’impatto parte della Terra sia stata letteralmente polverizzata”, ha detto Wang. I campioni analizzati sono quelli di otto rocce terrestri, confrontati con sette reperti di roccia lunare; con una precisione 10 volte superiore a quella di qualsiasi metodo utilizzato finora, si è potuta constatare l’identità chimica delle rocce e la presenza di una forma molto pesante di potassio all’interno di quelle di origine lunare: l’elemento in questione sarebbe nato grazie alle altissime temperature sviluppatesi in seguito all’antico impatto cosmico.

 Questo nuovo modello esplicativo mette in crisi una teoria che andava per la maggiore fino a una quindicina di anni fa: che la Luna, cioè, fosse il risultato della fusione tra la Terra e il corpo celeste che l’ha impattata violentemente; di nuovo, l’identità chimica tra il nostro pianeta e il suo satellite portano ad escludere la presenza di materiale estraneo ai due corpi celesti. Insomma, la sfera pallida che possiamo ammirare in tutto il suo splendore nelle notti di plenilunio è una vera e propria costola del nostro pianeta.

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