Da Forza Italia a Blocca Italia. Da leggere oggi su l’Unità in edicola

Dal giornale
prima pagina

La ripresa dell’Italia e gli scandali legati a Mafia Capitale e a Vatileaks

“Da Forza Italia a Blocca Italia”: la prima pagina di oggi è dedicata alla ripresa dell’Italia e alle destre che – si legge sul giornale – “riprovano a fermare il Paese” con il Carroccio che “detta la linea” e Berlusconi che “si accoda” come sottolinea anche l’articolo di Fabrizio Rondolino dal titolo “Alla corte di Salvini” nel quale si legge che Berlusconi domenica sarà a Bologna a “incoronare” Salvini a leader del centrodestra italiano.

A fare il punto sulla ripresa del Paese è, sempre in prima pagina, Ettore Rosato parlando dei dati del Pil e degli investimenti. Una crescita, quella dell’Italia, messa in rilievo anche da Dombrovskis che ammette che “la ripresa in Italia è sempre più autosufficiente e meno dipendente da fattori temporanei”. “L’Italia è davvero sulla strada giusta” commenta il capogruppo Pd alla Camera sottolineando l’importanza dell’approvazione del Jobs Act, dei tagli agli sprechi e della legge di stabilità che verrà approvata a dicembre. Dati che, afferma Rosato, ci spingono ad andare avanti, mentre “alcuni nostri amici escono dalla casa comune che insieme abbiamo fondato”. I dati sul Pil dell’Ue e dell’Istat sono anche al centro delle pagine interne: “Dalla Commissione Ue – ha commentato il premier – la conferma che anche in Europa sta cambiando la musica nei nostri confronti”.

Si parla ancora di legge di stabilità a pagina 3 con le proposte del presidente dell’Inps Tito Boeri bocciate dal presidente del Consiglio e, nel taglio basso, i dieci emendamenti presentati dalla minoranza Pd per chiedere “Imu per i ricchi e più equità”.

“Serve un partito di sinistra perché ormai il Pd è di centro”: è quanto afferma il coordinatore di Sel Nicola Fratoianni in un’intervista a Natalia Lombardo in occasione della nascita, che avverrà formalmente domani, del nuovo gruppo alla Camera formato dai 25 deputati di Sel, dai cinque usciti dal Pd (Fassina, Gregori, D’Attorre, Galli e Folino) e da Claudio Fava.

Ancora un’intervista a Calogero Mannino dopo l’assoluzione nell’ambito del processo sulla trattativa Stato-mafia. L’ex deputato e ministro ripercorre gli anni che ha vissuto in prima linea.

Dalla trattativa Stato-mafia a Mafia Capitale con il punto di Claudia Fusani sull’avvio del maxi processo con la prima udienza e la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno nei confronti del quale è caduta l’accusa principale, quella dell’associazione mafiosa.

Ancora scandali, questa volta però parliamo del Vaticano con Chaouqui indagata a Terni e l’elenco delle residenze di prestigio dei cardinali, al centro del libro “Avarizia” di Emiliano Fittipaldi. Dai parroci italiani, nel frattempo, emerge lo sconcerto per le notizie che ruotano attorno alla Chiesa: le parrocchie segnalano da tempo una distanza con la curia. “La vera fiducia – commentano alcuni parroci – la conquistiamo noi sui territori”.

La rubrica Report è dedicata alla Leopolda rivoluzionata dalla spinta dei rottamatori di questi anni. L’articolo di Rudy Francesco Calvo spiega da dove è iniziato il percorso e dove punta il viaggio che inizia il prossimo 11 dicembre. La concorrenza quest’anno arriverà da Berlusconi che terrà un comizio a Firenze. “Un luogo divenuto simbolo” spiega Vladimiro Frulletti che nel commento spiega come la Leopolda non rappresenti più una storica stazione, ma lo “spazio-logo di una nuova politica”.

Prosegue lo Speciale Berlinguer con un’intervista a Pier Ferdinando Casini secondo il quale “la collaborazione con la Dc contro il terrorismo fu un risultato storico di quegli anni”.

La ricerca commissionata dal gruppo editoriale Gems è il tema al centro dell rubrica Radar: lo studio dimostra che più tempo dedichiamo alla lettura e più viviamo sereni. Dai libri al teatro con un’intervista di Francesca De Sanctis ad Ascanio Celestini che debutta martedì al Teatro vascello di Roma con il nuovo spettacolo “Laika”: “Sotto processo in Italia, Cristo – dice Celestini – marcirebbe in galera e Barabba diventerebbe il nuovo sindaco di Roma”.

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