Cyberspionaggio, ecco l’ordinanza di custodia cautelare dei fratelli Occhionero

Sicurezza
Un tecnico al lavoro con una centralina telefonica.            ANSA/FRANCO SILVI

La Polizia ha smantellato la centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto notizie riservate

Giulio e Francesca Maria Occhionero, i due fratelli arrestati ieri con l’accusa di aver allestito una rete di cyberspionaggio ai danni di istituzioni e personalità del mondo politico e finanziario, non avevano le password degli account di Matteo Renzi, Mario Draghi e Mario Monti. E’ quanto si evince da uno dei passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nell’ambito dell’inchiesta “Eye Pyramid”, di cui Unità.Tv è venuta in possesso.  (QUI puoi leggere l’ordinanza di custodia cautelare per i due fratelli Occhinero).

La procura di Roma ha infatti avviato una rogatoria internazionale per ottenere il sequestro in Usa dei server utilizzati da Occhionero. “Molti degli account presenti nel database, benché privi di password – precisa a pagina 14 il gip Maria Paola Tomaselli – appartengono a domini di importanti società private o enti istituzionali” (tra gli altri, istruzione.it, gdf.it, bancaditalia.it, camera.it, senato.it, esteri.it, tesoro.it, interno.it, aceaspa.it, enel.it, enav.it, finmeccanica.com). Per ciascuno dei domini in questione, spiega l’ordinanza, “sono presenti numerosi account di posta elettronica, tra i quali figurano personalità di vertice delle società e delle istituzioni elencate, oltre che del mondo politico. Sono presenti tra gli altri l’account Apple dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e gli account istituzionali degli ex governatori della Banca d’Italia Mario Draghi (ora presidente della Bce) e Fabrizio Saccomanni“. Nello stesso elenco figurano le email di Alfonso Papa, Walter Ferrara, Vincenzo Scotti, Piero Fassino, Paolo Bonaiuti, Maria Vittoria Brambilla, Luca Sbardella, Ignazio La Russa, Fabrizio Cicchitto, Ignazio La Russa, Daniele Capezzone, Mario Monti, Vincenzo Fortunato, Mario Canzio, Saverio Capolupo.

Intanto per i due fratelli Occhionero, arrestati con l’accusa di avere sottratto per anni mail e dati personali a politici e imprenditori tra cui Matteo Renzi, Mario Draghi e Mario Monti, oggi è il giorno degli interrogatori di garanzia.

Non abbiamo mai rubato dati né svolto attività di spionaggio” si è difeso l’ingegnere nucleare legato alla massoneria davanti al gip Maria Paola Tomaselli, presente anche il pm Eugenio Albamonte titolare dell’indagine condotta assieme alla Polizia Postale, “gli indirizzi mail sono pubblici e alla portata di tutti e non c’è alcuna prova di sottrazione di dati da parte nostra”. Interrogata, questa mattina, anche Francesca Maria, sorella di Giulio. La donna, finita agli arresti insieme al fratello, si sarebbe difesa dicendo di non essere a conoscenza delle attività di quest’ultimo e dei presunti illeciti.

Ad essere spiati anche l’ex comandante generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo, religiosi come il cardinal Ravasi, enti come l’Enav e la Regione Lazio. Ai due fratelli massoni vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche. Le indagini si allargano intanto ai server negli Stati Uniti e a possibili collegamenti con ambienti vicini alla P4, a Luigi Bisignani e a Mafia Capitale.

MALWARE PER INFETTARE PC – Il metodo usato dagli Occhionero – 45 anni Giulio, ingegnere nucleare, già venerabile maestro di una loggia massonica collegata al Grande Oriente d’Italia, 49 anni Francesca Maria, entrambi residenti a Londra ma domiciliati a Roma – era quello classico del malware: un virus (Eye Pyramid, da cui prende anche il nome l’operazione) che, una volta installato non solo garantisce all’hacker il controllo da remoto del sistema infettato, ma permette anche di sottrarre integralmente i documenti contenuti senza che la vittima possa accorgersene. Lo stesso malware compariva nell’inchiesta sulla cosiddetta P4, ma allora non era stato possibile risalire al reale utilizzatore.

INTRUSIONE IN ENAV FA SCATTARE INDAGINE – A far scattare l’indagine un messaggio di posta elettronica inviato all’Enav spa. Il responsabile sicurezza dell’ente, insospettito dalla mail proveniente apparentemente da uno studio legale con cui non aveva mai avuto rapporti, anzichè aprirla, la invia ad una società specializzata che individua la presenza del malware. La segnalazione viene quindi inviata alla Polizia postale che, al termine di complesse rilevazioni, riesce a risalire agli Occhionero.

DATABASE CON 18MILA NOMI – Nelle mani degli esperti dellaPolizia postale c’è un database con oltre 18.327 username catalogati in 122 categorie: politici, affari, massoni, ecc. E ci sono anche migliaia di file cifrati che si proverà ad aprire superando le protezioni poste. I server in cui i due avevano immagazzinato le informazioni raccolte sono stati sequestrati negli Stati Uniti dall’Fbi. Tramite rogatoria verrà chiesto l’accesso al contenuto per capire con esattezza quanti e quali dati sono stati rubati ed il reale giro d’interessi degli Occhionero.

RENZI E DRAGHI TRA GLI SPIATI – Nell’elenco degli spiati figura dunque Renzi, che nel giugno scorso ha subito due tentativi di intrusione nella mail personale. Tra giugno e luglio sono stati registrati due ‘assalti’ all’account istituzionale di Mario Draghi. E aggressioni telematiche attraverso Eye Pyramid hanno riguardato anche l’ex premier Mario Monti, Piero Fassino, Fabrizio Cicchitto, Maria Vittoria Brambilla, Ignazio La Russa, Fabrizio Saccomanni. Infettati poi i computer di due collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Hackerati poi studi legali, agenzie di assicurazioni, Regioni, sindacati, società.

PERICOLO COMPROMISSIONI A SICUREZZA NAZIONALE – A partire dallo scorso 4 ottobre Giulio Occhionero – subodorando di essere controllato – ha iniziato a distruggere gli elementi di prova a suo carico cancellando dati che erano presenti nel suo pc e su alcuni server da remoto. Nell’ordinanza di custodia, emessa dal gip Maria Paola Tomaselli, si parla di “disegno criminoso volto ad acquisire, tramite l’utilizzo del malware, informazioni e dati sensibili che permettessero ai due di avvantaggiarsi nel modo della politica e dell’alta finanza”. Ed il pericolo rappresentato dai fratelli era “estremamente grave” nel momento in cui le loro violazioni riguardavano la sicurezza nazionale come nel caso dell’Enav. Ed i dati che saranno acquisiti con la rogatoria negli Usa potrebbero anche far emergere delitti contro la personalità dello Stato.

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