Dio li fa e poi li accoppia. Svelato il troll denunciato da Palazzo Chigi: è la moglie di Brunetta

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La riflessione sui toni violenti in rete e sul reato di diffamazione deve continuare ma forse dovremmo imparare tutti a prenderci un po’ meno sul serio

Vi ricordate la storia dell’account Twitter sospetto per cui Luca Lotti aveva fatto querela alla Procura di Firenze e che aveva provocato il tanto acceso dibattito sulla cyber propaganda? Oggi si arricchisce di un nuovo, inquietate, ma forse anche divertente, particolare. A svelarci la confessione della fu Beatrice Di Maio è il quotidiano Libero, con un’intervista pubblicata sul giornale. L’identità del troll è stato svelato: è la moglie di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

Tommasa Giovannoni Ottaviani, meglio conosciuta come “Titti”, ha infatti confessato di aver aperto l’account ad aprile 2015 e, all’oscuro del marito Renato, ha cominciato a scrivere tweet sarcastici di tono grillino anche molto pesanti. Accuse contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parole infamanti contro Matteo Renzi e i suoi. Il motivo? Forse solo un po’ di noia anche se nasconde di avere le sue idee politiche: “Non sono una militante del Movimento 5 stelle, non conosco nessuno personalmente. Ho fatto amicizia virtuale con tanti, e altre persone che avevano idee simili. Quello che pensavo ho scritto, sempre con ironia. Molte volte si trattava di battute, di satira, con la libertà tipica della rete. Non ho giocato, ero io con il mio animo, le mie passioni politiche, il mio impegno civile e i miei rapporti di affettività. Io sono Bea e porto nel cuore questa esperienza…».  Franco Bechis che ha condotto l’intervista le ha però fatto notare che le denunce sono vere: “Lei la porta nel cuore – le dice – ma Lotti la porta in tribunale…”. «Ho fatto una battuta sarcastica, paradossale. Se Lotti si è sentito offeso, mi dispiace e me ne scuso. Ho letto il suo appello, dott. Bechis, al presidente Matteo Renzi sulla libertà di satira, e la ringrazio. Come ringrazio Beppe Grillo per averlo condiviso sul suo blog. Grazie per la solidarietà che mi avete dato senza sapere chi fossi».

La consorte Di Brunetta racconta poi i vari ‘escamotage’ usati su Twitter per non far capire l’identità reale di Beatrice Di Maio, che molti credevano una giovanissima militante pentastellata. E racconta il momento in cui lo ha confessato al marito: “Qualche sera fa, eravamo davanti alla tv e stavamo vedendo Mentana che nel suo tg stava facendo vedere un tweet di Beatrice Di Maio. Raccontava che il M5S non ne sapeva nulla e faceva un appello a Bea a venire fuori”, racconta ancora Ottaviani che, sulla teoria della cyber propaganda sottolinea: “Quella macchina del fango non esiste”.

E’ proprio così? La riflessione sui toni violenti in rete e sul reato di diffamazione deve continuare ma forse dovremmo imparare tutti a prenderci un po’ meno sul serio anche chi aveva creato l’hastag di sostegno #IoStoConBea.

 

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