Cuoro: “Con la mia comicità metto in scena il malessere dei trentenni”

Teatro
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Abbiamo parlato con Gioia Salvatori, comica emergente oltre che “donna, attrice, autrice, artista e precaria della vita”, in scena con “Cuoro lo spettacolo”

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foto articolo e foto di copertina di Manuela Giusto

In Italia c’è una nuova generazione di comici, distanti dalla tradizione televisiva nostrana e più vicini a quella della stand up comedy anglo-americana. Talenti della risata che hanno affinato la loro capacità d’osservazione, per metterla al servizio di una rappresentazione acuta delle psicosi contemporanee.

Gioia Salvatori, in arte Cuoro, in scena con Cuoro lo spettacolo il 14, 15 e 16 Aprile alle Carrozzerie n.o.t. di Roma, fa parte di questa schiera di “oratori del disagio”: nella duplice veste di impietoso sguardo esterno e di essere umano partecipante della deriva psicotica. Mischiando battute fulminanti, onomatopee e vocine deliranti, osservazioni sugli stereotipi sociali che virano repentinamente al surreale, Cuoro ha inventato un personalissimo linguaggio, che racconta e allo stesso tempo incarna l’attualità.

“Gioia Salvatori nasce a Roma, luogo dove manifesta i primi fastidi” ci dice l’attrice, parlando di sé in terza persona e cominciando ad abbozzare una presentazione rivelatrice della sua indole. “Esperta soprattutto di cose futili” – continua Gioia – “ad un certo punto si laurea in scienze umanistiche. Mentre la vita scorre, essa pratica il teatro, prima durante l’università con Bruce Myers e Claudio De Maglio e poi al Teatro Due di Parma dove incontra il lavoro, tra gli altri, di Michela Lucenti/Balletto Civile e Gigi Dall’Aglio. Passano gli anni ed essa si produce nello studio della recitazione e nell’incontro con diversi registi con cui collabora. In un momento di horror vacui apre un un blog per aggiungere paglia all’inutile fuoco della comunicazione del niente e questo perché deve dire la sua, la deve dire, oh se la deve dire, la deve dire,  la deve dire, dire, dire. Mentre il mondo si produce in azioni concrete essa si consuma di passione per i panini. Va nel panico. Non tace mai”.

La svolta arriva con l’invenzione di Cuoro, personaggio che esprime un’essenza ingarbugliata già dalla stramba inversione di genere del proprio nome. “Cuoro nasce innanzitutto come blog  – ci dice Gioia Salvatori – il blog a sua volta è nato per via che avevo desiderio di dire la mia sulle cose e sui fastidi che mi genera il mondo e credevo che questo disagio potesse interessare ad altri, almeno a me interessava che altri lo conoscessero. Sicché ho aperto questo blog che piano piano ha iniziato ad avere un suo seguito e a forza di scrivere, ho trovato il mio modo e i temi su cui mi piaceva e ancora mi piace interrogarmi. Essenzialmente si tratta di satira di costume e poi qualche riflessione sul disagio esistenziale, elemento presente presentissimo, io credo, nelle vite di molti. Dopo un paio di anni di attività del blog, mi ha contattato Giuseppe Roselli, giovane regista romano che è il regista di Cuoro lo spettacolo chiedendomi di farne uno spettacolo. E da lì Cuoro è uscito dalla pagina web ed è entrato in teatro”.

 Quando le chiediamo delle sue pricipali influenze artistiche, Gioia sembra farsi più seria nel rintracciare le matrici della sua attitudine comica. “I miei riferimenti vanno da Calvino a Franca Valeri; da Dario Fo ad Anna Marchesini e Corrado Guzzanti. Ma sono legata anche al mondo surreale dei cartoni animati di tutti i tipi (a parte i manga che non li ho guardati mai) che hanno la possibilità di raccontare la comicità in un modo perfetto; nei cartoni animati, e penso a certi corti della Pixar ma anche alla Disney, ai personaggi succedono cose surreali, iper comiche e assurde e quell’immaginario fantasioso incontra molto il mio gusto, tanto che salta fuori quando comincio a lavorare fisicamente poi alla messa in piedi del testo. Mi piace il pop e mi piace, quando scrivo, mischiare quello che è basso (i cliché, le storture di tutti i giorni, le canzonette anche le frasi fatte…) con quello che è alto (le storie i personaggi dei miti, la poesia) mi piace Beyoncé. Mi piace cercare un ritmo che sia poi giusto per essere anche detto in teatro, mi piace la musica. Mi piace cantare”.

Per concludere le chiediamo qualche anticipazione di Cuoro lo spettacolo: uno show che promette scintille, visto il sempre crescente seguito, alimentato dal costante passaparola, che Gioia Salvatori sta cementando grazie alle sue performance. “Lo spettacolo – ci dice l’attrice – , per la regia di Giuseppe Roselli, si articola come un percorso che il pubblico fa insieme all’attrice, lo fa talmente tanto che viene anche invitato poi a spostarsi per sedere in un’altra zona dello spazio. E’ uno show che vuole presentare al pubblico le tematiche del disagio della generazione dei trentenni, incarnati nella figura di una donna, attrice, autrice, artista e precaria della vita. Il pubblico è invitato a prender parte ad un’esibizione intima e dissacrante della vita partendo dal punto di vista particolare e linguisticamente giocoso del blog ma passando per le caratteristiche peculiari di un’attrice comica. Cuoro lo spettacolo parla della difficoltà dello stare innanzitutto a contatto con se stessi, con i propri desideri ma anche con le proprie idiosincrasie, con i dubbi; dandosi la possibilità di giocare con le domande che ci si pone, e mentre si sperimenta questa difficoltà di stare a galla, in mezzo accade la vita, e si passa dall’aver a che fare con se stessi, ad aver a che fare con gli altri: la famiglia, gli amici, la società, l’amore. E sull’amore ci si arena sempre un po’, ci si inceppa, ci si blocca. Poi si ricomincia”.

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