Cuore e testa hanno fatto vincere il Giro a Vincenzo Nibali

Maglia rosa
nibali

Dopo la debacle sulle Dolomiti in molti si sarebbero arresi, ma il siciliano ha trovato la forza per rialzarsi e compiere l’impresa

Quante volte nella storia dello sport si è usato il termine impresa, tantissime. Sì perché sono molte le imprese che hanno emozionato i tifosi di tutto il mondo, e tra le più belle ci sono quelle legate al ciclismo. Da Coppi a Bartali, da Merckx a Gimondi, da Indurain a Pantani: nomi resi mito, audaci che hanno appassionato migliaia di tifosi per più di mezzo secolo.

Da oggi nell’Olimpo del ciclismo, molto più ampio del breve elenco fatto, c’è anche Vincenzo Nibali. Il suo nome era già scritto prima di questo Giro, una Vuelta, un Giro e un Tuor non lo vincono tutti, ma questa corsa rosa è stata la consacrazione per lo squalo. Sì perché arrivata nel momento più difficile della luminosa carriera.

Il corridore dell’Astana era partito con i favori dei pronostici, e con la pressione che questi ne producono, ma poi tappa dopo tappa si era smarrito, era caduto in basso a quasi 5 minuti dalla vetta. Tutto era contro il siciliano, le possibilità di successo erano infinitesimali, eppure ha saputo rialzarsi e prima a Risoul, poi a Sant’Anna di Vinadio ha compiuto il suo miracolo sportivo, la sua impresa più bella.

E’ questo il bello dello sport, e diciamolo anche della vita: compiere imprese impossibili, non mollare mai e crederci sempre consapevoli delle proprie capacità. Sono stati cuore e testa a dare la vittoria al siciliano, ancor più delle gambe e della fortuna, che si sa aiuta sempre gli audaci. Le emozioni regalate in questi giorni a tutti coloro che amano il ciclismo rimarranno impresse per lungo tempo.

Ora per il siciliano l’obiettivo si sposta sul Tour, per provare a ripetere l’impresa riuscita all’indimenticato Marco Pantani nel 1998. Gli avversari saranno tanti e agguerriti a partire dal suo giovane compagno di squadra Fabio Aru, che sta preparando il Tour da inizio stagione. Poi ci saranno Chris Froome e Alberto Contador, due campioni che non vedono l’ora di duellare sulle strade francesi. Ci sarà da divertirci, ma Nibali ci arriverà conscio della sua forza e con una maglia rosa in più.

Sul podio insieme al siciliano ci sono il colombiano Esteban Chavez e Alejandro Valverde, che dopo tanti piazzamenti a Vuelta e Tour conquista un podio al Giro alla prima partecipazione dimostrando ancora una volta tutta la sua classe.

L’ultima tappa a Torino è stata vinta da Giacomo Nizzolo, che però viene declassato per una irregolarità, sfuma così ancora una volta il primo successo sulle strade. Dopo il declassamento la vittoria è assegnata a Niklas Arndt, che conferma l’imbattibilità tedesca nelle volate a questo Giro.  Si consola Nizzolo con la maglia rossa della classifica a punti, mentre l’azzurra come miglior scalatore va a Mikel Nieve e la bianca di miglior giovane a Bob Jungels.

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