Franceschini: “Pronti nuovi incentivi sul turismo”

Festa de l'Unità

Franceschini sull’apertura di Renzi all’Italicum avverte: “Sgombriamo il campo da questa cosa assurda che se non si cambia l’Italicum si vota No al referendum”

“Stiamo lavorando per dare ulteriori incentivi ad un settore che è in grande crescita, il turismo”. Lo annuncia da Catania il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ospite di un dibattito sulla cultura alla Festa nazionale de l’Unità. Un altro tassello che si aggiunge alle riforme messe in campo sul settore della cultura che il ministro rivendica nel suo intervento. Il turismo è da far crescere ancora, ma molto è stato fatto, evidenzia il ministro, anche per la cultura e in particolare per i musei.

Già il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel presentare le 30 slides sull’azione di governo negli ultimi 30 mesi ha sottolineato due dati a riguardo. Dal 2013 al 2015 i visitatori dei musei sono aumentati di circa 5 milioni e i loro incassi di oltre 30 milioni di euro. Nello stesso periodo sono aumentati di oltre 3 milioni gli ingressi dei turisti stranieri nel nostro paese.  Dati positivi, che il ministro rivendica, e che per alcuni versi sono in controtendenza rispetto al resto di altri paesi europei.

Quello dei musei, fa notare il ministro, è un settore che finora è stato molto centrale nell’azione di governo. Franceschini parla di una vera e propria rivoluzione fatta di autonomia gestionale, direttori nominati con bandi internazionali, nuove politiche tariffarie, dati in crescita, insomma un nuovo protagonismo di questo settore nella vita culturale. Probabilmente, fa notare il moderatore del dibattito Duilio Gianmaria, è frutto anche della scelta di unire cultura e turismo sotto un unico ministero.

“Sui 4000 musei italiani – sottolinea Franceschini – abbiamo messo in atto un cambiamento radicale: i musei dello Stato non erano altro che uffici diretti da sovrintendenti, senza statuto e comitato scientifico, con incassi che finivano tutti dentro un capitolo gestito dal Ministero dell’Economia senza alcuna distinzione. Noi abbiamo modificato tutto adeguando l’enorme offerta a disposizione con la qualità dei servizi”.

Quanto invece ai temi più legati alla stretta attualità politica, il ministro ha commentato l’apertura del premier sulla legge elettorale: “Matteo Renzi ha detto una cosa molto precisa e impegnativa, c’è la disponibilità a migliorare l’Italicum. Mi pare evidente capire se ci sono le condizioni per questo cambiamento: un conto è ragionare dei miglioramenti dell’Italicum, un conto è riaprire un dibattito sterile sulla riforma costituzionale che farebbe discutere molto e concludere poco”. “Bisognerebbe però sgombrare il campo da questa cosa un poco assurda che se non si cambia l’Italicum si vota No al referendum, perché sono due cose distinte e tali debbono rimanere.  E vorrei fosse chiaro – conclude – che la riforma costituzionale è un passaggio attraverso cui ci si gioca il futuro del Paese”.

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