Via libera al piano da 3,5 mld. Renzi: “Un segnale di speranza a chi non ha lavoro”

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Il premier al termine della riunine: “Il fatto che il Cipe si sia svolto oggi è un segnale simbolico di grande importanza: continuiamo a lavorare perché l’Italia sia finalmente sbloccata”

Il Cipe approva il piano di finanziamenti per la cultura e la ricerca, come già preannunciato nei giorni scorsi dal premier Matteo Renzi. Si tratta, nello specifico, di 1 miliardo di risorse per la cultura e 2,5 miliardi per la ricerca. Da una parte i beni culturali, con oltre 35 interventi in tutta Italia (musei, parchi archeologici), e dall’altra nuove opportunità per i giovani ragazzi che decidono di fare della ricerca il loro lavoro. Sono questi i due capitoli oggetto della riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica che si è tenuta questa mattina a Palazzo Chigi.

“Il fatto che il Cipe si sia svolto oggi – scrive su Facebook il premier Matteo Renzi – è un segnale simbolico di grande importanza: continuiamo a lavorare perché l’Italia sia finalmente sbloccata. Ho chiesto ai dirigenti pubblici di sacrificare questo giorno festivo per approvare progetti concreti e per dare così un segnale di speranza a chi non ha un lavoro”.

Quanto al miliardo destinato al patrimonio culturale, che sarà destinato soprattutto al Sud, il premier mette in evidenza sul suo post alcune opere infrastrutturali fondamentali “dalla Campogalliano-Sassuolo fino all’acquedotto molisano centrale e alle infrastrutture tra Brescia e Verona, oltre a Frejus e Brennero”.

Il ministro della Cultura Dario Franceschini, su Twitter, parla della più grande valorizzazione dei beni culturali della storia della Repubblica.

Ci sono poi i due miliardi e mezzo previsti per la ricerca, 500 milioni in più rispetto ai fondi già preventivati per la programmazione del prossimo triennio. Tre quarti vengono dalle casse dello Stato mentre un quarto arriva dalla programmazione europea. “Significa aprire le porte al mondo della ricerca – sottolinea il ministro all’Istruzione Stefania Giannini a Skytg24 – e rendere competitive e attrattive le condizioni per la ricerca. È uno strumento strategico in mano al governo per rilanciare il Paese”

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