“Hasta la victoria, siempre”: la morte di Fidel Castro divide il mondo

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FILE - In this  May 1, 2006 file photo, Cuba's leader Fidel Castro speaks on International Workers Day in Revolution Plaza in Havana, Cuba. Former President Fidel Castro, who led a rebel army to improbable victory in Cuba, embraced Soviet-style communism and defied the power of 10 U.S. presidents during his half century rule, has died at age 90. The bearded revolutionary, who survived a crippling U.S. trade embargo as well as dozens, possibly hundreds, of assassination plots, died eight years after ill health forced him to formally hand power over to his younger brother Raul, who announced his death late Friday, Nov. 25, 2016, on state television. (ANSA/AP Photo/Javier Galeano, File)

La notizia della scomparsa del leader cubano arriva dalla Tv nazionale dell’isola dal fratello, Raul Castro

Fidel Castro, il ‘Lider Maximo’ della rivoluzione cubana, è morto all’età di 90 anni. “Il comandante in capo della rivoluzione cubana è morto stasera alle 22.29″, ha annunciato il presidente Raul Castro, il fratello a cui Fidel aveva ceduto il potere nel 2008 con un messaggio sulla tv di stato concluso con il celebre “Hasta la victoria, siempre” (Fino alla vittoria, sempre). Il padre della rivoluzione cubana aveva compiuto 90 anni lo scorso 13 agosto.

La salma di Fidel Castro, il padre della Rivoluzione cubana morto venerdì notte all’età di 90 anni, “sarà cremata” oggi, sabato. Lo ha annunciato suo fratello, Raul Castro. “Conformemente alla volontà espressa dal compagno Fidel, il suo corpo sarà cremato nelle prime ore” della giornata di sabato, ha annunciato l’attuale presidente cubano alla tv di stato.

Insieme al fratello Raùl (attuale presidente de L’Avana), a Che Guevara e a Camilo Cienfuegos, è stato uno dei protagonisti della Storia del ‘900 ma soprattutto della rivoluzione cubana che rovesciò la dittatura di Fulgencio Batista. Rivoluzione che scatenò l’inimicizia dell’America anti-comunista degli anni della Guerra Fredda fino alla fine dell’embargo avvenuta dopo lunghi negoziati iniziati nel 2014 tra Washington e L’Avana grazie alla posizione favorevole di Barack Obama e anche all’intervento di papa Francesco.

Si chiudono così 60 anni di storia cominciati nel 1956 quando, con un gruppo di rivoluzionari provenienti dal Messico, sbarcò sull’isola per organizzare la lotta armata che mise fine, nel 1959, alla dittatura di Fulgencio Batista. Da allora ha guidato in maniera ininterrotta il regime socialista fino al 2006 quando subì la sua prima seria operazione all’intestino; solo due anni più tardi aveva effettivamente ceduto il testimone al fratello, rinunciando alla presidenza.

Il padre della Rivoluzione cubana, insieme al fratello Raul e Che Guevara, era l’ultima grande figura del comunismo internazionale. A dargli battaglia e cercare di scalzarlo sono stati undici presidenti degli Stati Uniti: Dwight D. Eisenhower, John F. Kennedy, Lyndon B. Johnson, Richard Nixon, Gerald Ford, Jimmy Carter, Ronald Reagan, George Bush, Bill Clinton, George W. Bush, Barack Obama. Ultimo dei grandi protagonisti della Guerra Fredda, era riuscito a instaurare un regime marxista-leninista ad appena 150 chilometri dalle coste americane, alleato con il suo nemico acerrimo, l’Unione Sovietica: un sistema socialista e protettivo, liquidato dai dissidenti però come dittatoriale e liberticida.

Nel 2014, il fratello Raul ha sorpreso il mondo annunciando un riavvicinamento agli Usa, un anno dopo il funerale nel dicembre 2013 di Nelson Mandela in Sudafrica quando i due a sorpresa si erano stretti la mano. Nessun presidente americano è riuscito a stroncare il Lider Maximo, con cui hanno fatto i conti i potenti di un intero cinquantennio.

Quando Fidel mise fine alla dittatura di Batista, nel 1959, alla guida dell’Unione Sovietica c’era Nikita Kruscev, mentre in Vaticano il papa era Giovanni XXIII. Trentadue anni dopo, Castro vide il crollo dell’Unione Sovietica, che ha determinato conseguenze economiche disastrose per Cuba, ma ha mantenuto ben salda la guida dell’isola. Dopo Mikhail Gorbaciov, il presidente che dissolse l’URSS, ha ricevuto all’Avana Vladimir Putin, l’ultimo presidente della Russia. Intanto, nel corso di mezzo secolo ha incontrato il maresciallo Tito, Salvador Allende, Indira Ghandi, Nelson Mandela, Yasser Arafat, e un altro papa, Karol Woityla, il primo pontefice -quello che sconfisse il comunismo- ad avere un colloquio diretto con il leader rivoluzionario nella sua isola. Almeno altri due primati da guinness sono stati messi a segno da Castro negli ultimi decenni.

Fidel ha fatto il discorso politico più lungo del mondo nella storia della politica: sette ore e quindici minuti di fronte al Parlamento cubano, il 24 febbraio del 1998. L’altro record riguarda gli attentati: per ucciderlo sono stati messi a punto seicentotrentasette piani.

La notizia della morte è state accolta con sentimenti contrastanti.

Gli esuli festeggiano. Decine di esuli cubani si sono riuniti oggi al Caffé Versailles a Miami, con le bandiere del loro paese e quelle degli Stati Uniti, dopo la notizia della morte di Fidel Castro, leader della Rivoluzione che ha indotto migliaia di persone a fuggire Cuba dal 1959.I canali televisivi locali hanno mostrato le immagini della folla al di fuori del famoso caffè, che è già stato teatro di feste simili ogni volta che si sono diffuse voci sulla morte del Lìder Maximo, e in occasione di manifestazioni di protesta o riunioni di esuli a Miami. Molti hanno sorriso davanti alla telecamera, altri hanno pianto di gioia bevendo champagne direttamente dalla bottiglia, davanti a telecamere e fotografi. In alcune dichiarazioni rilasciate a Efe Ramon Saul Sanchez, capo dell’organizzazione di esuli Cuban Democracy Movement, ha parlato della morte di un “tiranno”.

E invece messaggi di tristezza arrivano dal Messico al Guatemala e dai sostenitori di Fidel: “E’ morto un amico”, è il commento del presidente Enrique Pena Nieto, aggiungendo che ha impostato “il dialogo bilaterale sul rispetto e la solidarietà”. Per il presidente ecuadoregno Rafael Correa, uno dei leader ‘bolivariani’ dell’America Latina, molto vicino all’Avana: “Se ne è andato un grande. E’ morto Fidel. Viva Cuba, viva l’America Latina”. Dal Venezuela scrive in un tweet il presidente Nicolas Maduro: “All’immortalità di coloro che lottano tutta la vita… Fino alla vittoria, sempre”e ha telefonato a Raul Castro, esprimendo la solidarietà al popolo cubano.

“Le persone nascono per morire, ma alcune riescono a vivere la loro vita in modo da lasciare una traccia indelebile nella storia dell’umanità” ha commentato l’ex leader sovietico Mikhajl Gorbaciov. “Fidel Castro era una figura del ventesimo secolo. Ha incarnato la Rivoluzione cubana, nelle speranze suscitate e poi nelle delusioni causate”, ha detto il capo di stato francese Francois Hollande. “Con #FidelCastro si chiude una pagina grande e drammatica del Novecento. Vicini al popolo cubano che guarda al futuro”. Ha commentato dall’Italia, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

Dopo un primo laconico tweet, il presidente eletto degli Stati uniti Donald Trump ha commentato in un comunicato la morte del leader della rivoluzione cubana Fidel Castro, definendo il Lider Maximo “un dittatore brutale che ha oppresso il suo popolo”. In un primo momento Trump si era limitato a un tweet per annunciare la morte di Castro. Prima del presidente eletto, ha parlato il presidente uscente Barack Obama, protagonista del disgelo con Cuba. Obama ha espresso “amicizia” al popolo cubano e ha affermato che sarà la storia a giudicare “l’enorme impatto” della figura di Fidel Castro. Trump ha affermato che farà “di tutto” per contribuire alla libertà del popolo cubano e ha auspicato che la morte di Castro porti alla “libertà” dei cubani.

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