Crocetta si blinda: “Una vicenda infame, non lascio”

Sicilia
Il presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta. ANSA/MIKE PALAZZOTTO

Davanti all’Ars il Governatore passa al contrattacco contro “manovre oscure”

Parla davanti all’Assemblea regionale siciliana gremita come nelle grandi occasioni, Rosario Crocetta, e snocciola il rosario dell’autodifesa. Che è un vero e proprio contrattacco. Con tanto di conferma che a rassegnare le dimissioni non ci pensa proprio.

Questa la frase chiave: “Sono felice che le procure abbiano smentito quelle accuse e ripristinato la verità – ha detto il Governatore siciliano – ho capito che il mio silenzio poteva essere interpretato come ammissione di colpa, allora ho deciso di riprendermi il diritto alla parola. Non posso farmi abbattere da attacchi violenti e strumentali. E’ una vicenda infame. Sono certo che tutto passerà alla storia come la vicenda di poteri occulti che minacciano la democrazia e di una parte della politica che non riesce difendere gli uomini delle istituzioni”.

Riferendosi indirettamente al giornalista dell’Espresso autore dell’articolo in cui si denunciava la famosa intercettazione della telefonata fra Crocetta e il suo medico personale Tutino (c he aveva lavorato all’ufficio stampa della Regione), il Governatore ha ricordato: “Ho tagliato tra le altre cose l’ufficio stampa della Regione. E qualche odio e rancore può averlo creato, il licenziamento…”.

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