Come intervenire? Ecco come cambiano le missioni speciali

Libia
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Un decreto del presidente del consiglio dei Ministri a ridifinisce la cornice operativa in cui si potranno muoversi le unità speciali in missione

Una linea di comando nuova che porterà la responsabilità finale delle operazioni delle crisi estere direttamente a Palazzo Chigi. Secondo indiscrezioni di stampa, sarà l’Aise, il nostro servizio segreto per la sicurezza esterna, ad essere protagonista del cambio di rotta.

Un decreto del presidente del consiglio dei ministri adottato il 10 febbraio e dopo secretato,  ridifinisce la cornice operativa in cui potranno muoversi le unità speciali in missione: in sintesi avranno le stesse garanzie degli 007 e potranno unirsi ai gruppi di altri Paesi, Francia, Inghilterra e Stati Uniti, che già da alcune settimane raccolgono informazioni e compiono azioni riservate in Libia.

Il decreto adottato disciplina i rapporti di collaborazione fra Aise e forze speciali della Difesa.  I quotidiani parlano anche di 50 incursori del Col Moschin pronti a partire che porterebbero il numero degli effettivi italiani a circa 90 unità.  Sul territorio libico sono già presenti forze speciali inglesi, francesi e americane e la portaerei De Gaulle ha già superato il canale di Suez, in avvicinamento alle coste libiche.

Secondo il Corriere della Sera, nella relazione illustrativa, è previsto che il capo del governo nelle situazioni di crisi all’estero che richiedono provvedimenti eccezionali ed urgenti “può autorizzare”, avvalendosi del Dis, il nostro servizio segreto per l’estero, l’Aise ad avvalersi dei corpi speciali delle nostre Forze armate.

Ma per l’Italia dal presidente del Copasir Giacomo Stucchi giunge solo la conferma della presenza di uomini dei servizi. Quanto al Dpcm, secondo fonti parlamentari, sarebbe l’attuazione di quanto già stabilito – e approvato dalle Camere lo scorso dicembre – nel decreto missioni.

Intanto è prevista per il 9 marzo l’informativa del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, anche se le opposizioni chiedono venga anticipata.

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